Altra intrusione da Iadecola: casa a soqquadro ma i soldi restano lì. Che cosa cercavano? La sensazione è che qualcuno cominci a temere le scottanti verità sul tema dell’abusivismo edilizio

March 7, 2019

A distanza di un mese è avvenuta una seconda effrazione in casa di Alessio Iadecola, presidente del Comitato Pro-Case, l’associazione che riunisce i cittadini di Rocca di Papa incappati nella procedura di acquisizione al patrimonio comunale delle case abusive. L’intrusione sarebbe avvenuta nella mattinata di ieri, 6 marzo, dopo le 7,30. A scoprire cassetti e armadi aperti e carte buttate a terra è stato lo stesso Iadecola rientrando nel pomeriggio a casa, il quale resosi conto dell’accaduto ha subito chiamato la locale stazione dei Carabinieri che ha effettuato alcuni rilievi. “In un cassetto c’erano dei soldi che sono stati gettati per terra” ci ha detto Iadecola. Questo dimostra che ci troviamo di fronte non a un tentativo di furto ma all’ennesimo atto di intimidazione perseguito ai danni di Iadecola che da mesi sta conducendo una battaglia a tutela delle famiglie coinvolte negli abbattimenti. Battaglia che ha portato il comitato a scontrarsi anche con l’attuale amministrazione comunale rea, dal loro punto di vista, di non operare su questo settore nella dovuta trasparenza.

 

Recentemente si è parlato di una lista di abusivi inviata dal Comune alla Procura, in base alla quale poi la polizia locale avrebbe effettuato nuovi accertamenti. Ma il dubbio riguarda proprio le procedure utilizzate per stilare questa lista di cittadini. Quali criteri sono stati utilizzati? E nello stilare quest'elenco non è che qualcuno sia stato volutamente graziato?

 

Le procedure di acquisizione riguardano centinaia di manufatti, alcuni legati anche a politici sia passati sia in carica, poi ci sono dei manufatti che rientrerebbero ancora tra quelli definiti fantasma. Tra questi ce ne sarebbero addirittura alcuni di proprietà di dipendenti comunali. Voci che si rincorrono insistentemente da molti mesi e che ancora non sono state chiarite. Sarebbe sufficiente un comunicato stampa dell’amministrazione per smentirle una volta per tutte sgombrando il campo da sospetti e ombre.

 

CHE COSA CERCAVANO?

Queste considerazioni, di fronte all'ennesima grave intimidazione perpetrata nei confronti di Alessio Iadecola, ci portano a fare un’altra domanda, forse la più importante: che cosa cercavano a casa del presidente del Comitato Pro-Case? Quello che non riuscirono a trovare la prima volta? O qualcosa di nuovo? Magari qualche documento scottante riguardante il tema delle procedure messe in atto dal Comune? E c'entra qualcosa con tutto questo la recente riunione a porte chiuse tra il sindaco e alcuni rappresentanti del Comitato Pro-Case a cui Iadecola non ha partecipato, rimarcando così la sua contrarietà a incontri non pubblici sul tema dell'abusivismo? 

 

La vicenda torbida pone però, a questo punto, anche la necessità di garantire la sicurezza al Presidente del Comitato Pro-Case e alla sua famiglia che sta vivendo momenti drammatici, consapevole che qualcuno ha deciso di prenderli di mira. Fino a che punto potrebbero spingersi per trovare quello che cercano? Oppure qualcuno sperava che vedendo i soldi buttati a terra, Iadecola recepisse subito il messaggio, cioè di starsene buono perché loro dei soldi se ne fregano, vogliono solo il silenzio sul tema acquisizioni? Speravano dunque che Iadecola, capendo questa sorta di pizzino, evitasse anche di coinvolgere i Carabinieri?  Bene ha fatto Alessio a non raccogliere il "consiglio" e a rivolgersi subito al Comando di Rocca di Papa.

 

“Ora presenterò una denuncia su quello che è avvenuto sperando che gli artefici di questi atti delinquenziali vengano smascherati” ha detto Iadecola visibilmente teso e preoccupato. Resta da capire se chi si è intrufolato per la seconda volta nella sua casa, lo abbia fatto di sua iniziativa o se abbia semplicemente eseguito l’ordine per conto di qualcuno. È presto per sapere qualcosa in più sull’accaduto ma è chiaro che la posta in gioco dell’abusivismo con le acquisizioni in atto sta facendo perdere la pazienza a chi evidentemente ha molte cose da nascondere vivendo nel timore che possano emergere portando così alla luce tutto il marcio che c’è.

 

Forse è il caso di rivedere il video di un anno fa in cui Iadecola denunciava alcune anomalie nella gestione delle procedure pubbliche di acquisizione:

 

 

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