Caso Santoro, interviene l’associazione paraplegici. Ma che c’azzecca? Qui di immorale c'è solo il depistaggio messo in atto dal sindaco di Rocca di Papa!

March 11, 2019

In attesa del consiglio comunale di domani (12 marzo 2019) convocato per fare chiarezza sull’incompatibilità del consigliere di maggioranza Mario Santoro che ha una causa pendente con il Comune di Rocca di Papa per 7 milioni di euro, si segnala la presa di posizione dell’associazione paraplegici di Roma e del Lazio che ha definito vergognosi e addirittura immorali gli attacchi subiti da Santoro. Non sappiamo a quali attacchi si riferisca quest’associazione perché non ve ne sono stati, né da parte di Lorenzo Romei né da parte dei giornali. Il consigliere Romei ha portato alla luce non il fatto che Santoro stia su una sedia a rotelle ma il fatto che, in quanto politico, sia incappato palesemente nell’art. 63 c.1 n. 4 del TUEL (Testo Unico degli Enti locali) e quindi non può restare al suo posto. Noi giornalisti ci siamo limitati a seguire questa vicenda mettendo alla luce il conflitto di ruoli di Santoro senza mai entrare nei fatti di cronaca accaduti nel 2013.

 

SANTORO SI RASSEGNI: LA LEGGE

È UGUALE PER TUTTI

Lo avevo scritto pochi giorni fa: quando i politici vengono pizzicati a fare qualcosa che contrasta con le norme in vigore, l’unica arma che rimane loro per difendersi è quella di gridare di essere stati vittime di un attacco personale basato sull’odio. A questa regola non si è sottratta l’associazione a tutela del suo iscritto. Ma a tutela di che cosa non si è ancora capito. Se qualcuno avesse parlato della condizione fisica di Santoro mettendo in dubbio le circostanze o, peggio, ridicolizzando tale condizione, allora sì che l’intervento di quest’associazione sarebbe stato giusto e puntuale. E allora sì che gli attacchi sarebbero stati vergognosi e immorali. E noi saremmo stati i primi a metterci dalla parte di Santoro! Ma visto che in discussione vi è una norma dello Stato Italiano che con la paraplegia non c’entra niente, l’intervento dell’associazione è privo di senso oltre che fuori luogo. Che cosa vorrebbe l’associazione dei paraplegici di Roma e del Lazio? Che le norme dello Stato non debbano valere per i politici che stanno su una sedia a rotelle?

 

Noi, rispettando il dramma vissuto dal consigliere Santoro e dalla famiglia, non siamo mai entrati nel merito della vicenda di cronaca del 4 febbraio 2013, quando alle 7,45 un incidente stradale avvenuto in via delle Calcare gli ha determinato gravissimi danni fisici. Non ce ne siamo occupati allora e non ce ne siamo occupati oggi. A rendere di interesse pubblico quell’avvenimento è stato lo stesso Santoro a causa di un contenzioso notificato al Comune di Rocca di Papa (cioè al sindaco, quello per cui Santoro si è candidato alle elezioni) il 24 gennaio 2018, quando cioè Santoro già da due anni ricopriva il ruolo di consigliere comunale. Mario Santoro nella seduta consiliare del 26 febbraio scorso, rispondendo a Lorenzo Romei che lo invitava a dimettersi, ha risposto che il problema se l’era posto ma che i suoi avvocati gli avevano assicurato che non sarebbe incappato in nessuna incompatibilità. Eppure sarebbe bastato leggersi l’art. 63 del TUEL per capire che il conflitto era talmente chiaro che potrebbe essere citato come un caso da manuale.

 

LA DELIBERA DI GIUNTA DEL 23 APRILE 2018:

IN QUESTO MODO CRESTINI HA MESSO

IN SCENA UNA SORTA DI DEPISTAGGIO!

Vogliamo concedere a Santoro ogni attenuante, compresa quella dell’ingenuità, ma queste attenuanti non possono essere concesse ad altri organi istituzionali dell’amministrazione comunale (il sindaco Emanuele Crestini, la segretaria comunale e l’ufficio affari generali) che hanno l’obbligo di intervenire qualora si verifichino casi gravi di incompatibilità di un consigliere in carica. In questo caso, quindi, a mettere Santoro in una posizione delicata non è stato né Lorenzo Romei né Il Segno, ma la sua stessa maggioranza. Appena emersa la vicenda, infatti, ci siamo subito domandati: come mai nessuno della maggioranza ha posto il problema dell'incompatibilità mettendo in guardia lo stesso Santoro? La risposta arriva leggendo la delibera di giunta n. 56 del 23 aprile 2018 approvata per nominare un legale contro il suo consigliere di maggioranza.

 

L'OGGETTO FUORVIANTE DELLA DELIBERA 56

Il fatto che la delibera approvata da Crestini il 23 aprile 2018 fosse per difendersi dalla causa intentata da Santoro lo possiamo dire oggi, alla luce di quanto emerso, perché leggendola all'epoca non lo avremmo potuto sapere. E sapete perché? Perché la delibera è stata titolata in questo modo: "Atto di citazione Trinca Stefania + altri contro il Comune...", dove Santoro starebbe all'interno della parola "+ altri" pur essendo il citante in giudizio per la cifra più alta, oltre 5 milioni di euro. In tutti gli atti fin qui prodotti, infatti, Mario Santoro è citato sempre per primo, mentre nella delibera di giunta non viene proprio nominato, così come non viene citata nemmeno la cifra oggetto del contenzioso. Ma vi pare possibile? Sembra chiaro che il sindaco abbia voluto sviare l'attenzione degli altri membri di giunta sul nome di Santoro perché forse qualcuno a quel punto qualche domanda se la sarebbe posta. Non solo: evitando di scrivere la cifra della causa in atto (7 milioni di euro, ossia 14 miliardi delle vecchie lire) i membri della giunta hanno potuto pensare che si trattasse delle solite cause per sinistri stradali che al massimo raggiungono cifre da qualche migliaio di euro. Io stesso, che ho l'abitudine di consultare periodicamente le delibere approvate dalla giunta, non vi avevo prestato attenzione proprio per il titolo dato alla delibera. Se invece fosse stato inserito il nome di Mario Santoro, più di qualche lampadina si sarebbe accesa. Questo ci permette di dire che il sindaco di Rocca di Papa, Crestini, sull'intera vicenda ha fatto il furbo, mettendo in scena una sorta di depistaggio! Questo sì è vergognoso è immorale! Restano da capire due cose: perché Crestini abbia messo in atto questa "furbizia in atti pubblici" per nascondere l'incompatibilità di un suo consigliere e se Santoro ne fosse al corrente.

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 FEBBRAIO 2019

Mario Santoro comunque, al di là del ruolo di Crestini, ci ha sicuramente messo del suo, visto che nel consiglio comunale del 26 febbraio, una volta emerso il suo conflitto d’interesse, non si è posto alcun problema alzando la mano per cacciare dal consiglio Roberta Carnevali, rea di aver saltato alcune sedute consiliari (peraltro giustificate come prescrive la norma) per partecipare a uno stage con Legambiente essendo la Carnevali un ingegnere ambientale. Di fronte a questo atto grave, questo sì vergognoso e immorale, che cosa avrebbe dovuto fare Legambiente? Avrebbe dovuto scrivere a ogni consigliere, Santoro compreso, mettendo in evidenza le anomalie e le forzature della decadenza di una consigliera eletta dai cittadini, colpevole di aver messo a disposizione dell’Italia le sue competenze professionali e, soprattutto, senza essere incappata in alcun articolo di legge. Caro Santoro, lei ha alzato la mano senza porsi alcun problema di fronte alla più giovane consigliera comunale di Rocca di Papa solo per sostituirla con un consigliere-amico visto che la sua maggioranza si regge grazie a un solo voto. Lei, dunque, ha anteposto l’interesse di una parte politica (la sua) a danno di una consigliera legittimamente eletta dai roccheggiani, e adesso l’associazione a cui è iscritto vorrebbe farci la morale?

 

Lei è incappato in una norma che regola le incompatibilità dei consiglieri comunali e per questo, solo per questo, deve rassegnare le dimissioni. In questo conflitto ci si è infilato da solo e pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca è palesemente troppo. Anche per una persona perbene come lei. Ma passare dall’essere una persona perbene a un furbetto il passo a volte può essere molto breve. Ma non è certamente il suo caso.

 

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