Sulle antenne è ancora bagarre, il sindaco accusa i vigili mentre la Regione resta a guardare malgrado il caso di Rieti

March 15, 2019

A quasi due anni dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha decretato definitivamente che i ripetitori di monte Cavo vetta vanno abbattuti perché abusivi, qualcosa si sta muovendo. Sul tappeto però permangono alcune ombre che vanno al più presto chiarite. Innanzitutto bisogna capire se la Polizia locale di Rocca di Papa ha redatto oppure no i famosi verbali di inottemperanza, quei verbali cioè che devono attestare se le parabole oggetto della sentenza stanno ancora al loro posto.

 

LA RIUNONE IN REGIONE
In una riunione svoltasi pochi giorni fa presso la Regione Lazio, il sindaco Crestini davanti al presidente della commissione urbanistica, il 5 Stelle Marco Cacciatore, avrebbe scaricato la responsabilità di questi ritardi proprio sul Corpo dei vigili, rei di non ottemperare ai loro doveri. Circostanza che il sindaco aveva lasciato intendere (in maniera più soft) anche nella delibera di giunta n. 119 del 28 settembre 2018, nella quale aveva scritto che «dopo numerose sollecitazioni nei confronti della Polizia Locale invitavano l’organo di Polizia Locale ad una verifica urgente ai fini della rilevazione della sussistenza degli apparati così da permettere all’ufficio urbanistica di procedere a tutte le attività necessarie alla rimozione…». Dopo circa sei mesi il sindaco, convocato in Regione, ha dunque confermato che a oggi questi verbali non sarebbero stati fatti. Non si comprende che interesse avrebbero i vigili nel non emettere questi verbali. Che subiscano delle pressioni? E da chi? Oppure semplicemente per mancanza di informazioni sulle postazioni effettive delle parabole? Non lo sappiamo ma qualcuno dovrebbe dircelo.

 

A RIETI ZINGARETTI MANDA

UN COMMISSARIO AD ACTA

MENTRE A ROCCA DI PAPA NO

A pressare sia il sindaco di Rocca di Papa sia la Regione Lazio è anche la denuncia presentata da Italia Nostra lo scorso 21 novembre alla Procura della Repubblica di Velletri per conoscere le ragioni che impediscono il rispetto delle sentenze fin qui emesse (in totoale una ventina). In quella stessa denuncia viene chiesto al presidente della Regione, Zingaretti, di assumere in pieno le prerogative spettanti al sindaco attraverso la nomina di un commissario ad acta con il fine esclusivo di dare seguito a quanto prescritto dai giudici del Consiglio di Stato, sulla scia di quanto fatto recentemente proprio da Zingaretti per Rieti. Il 26 febbraio 2019, infatti, la giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale all’urbanistica Valeriani, ha approvato una delibera per attivare i poteri sostitutivi nei confronti del Comune di Rieti, attraverso la «nomina di un Commissario ad acta per l’esecuzione dell’Ordinanza di demolizione del 16 maggio 2016 in frazione Castelfranco…». Perché quello che è stato fatto per Rieti non viene fatto per Rocca di Papa? Non lo sappiamo ma qualcuno dovrebbe dircelo.

 

IL SINDACO CONTRO I VIGILI

Se quanto detto in Regione dal sindaco Crestini è vero, cioè che i vigili non fanno i verbali per procedere con gli abbattimenti, non si comprende perché non abbia presentato una denuncia per omissione d’atti d’ufficio visto che il capo dei vigili, per legge, è proprio il sindaco. Anche quella del sindaco potrebbe apparire come un'omissione. Sembra addirittura che alcuni tecnici regionali abbiano suggerito a Crestini di provvedere lui stesso a emettere delle nuove ordinanze così da scavalcare quelle che dovrebbero redigere i vigili. Contattato telefonicamente, il Responsabile della Polizia locale di Rocca di Papa, Giovanni Gatta, ha smentito il fatto che i vigili sarebbero responsabili di una qualche omissione nello svolgimento delle loro prerogative, avendo fatto tutto quello che andava fatto nei termini, nei modi e nei tempi dovuti e, per quanto riguarda i verbali per attestare l’inottemperanza degli antennari, Gatta ci ha informato che questa mattina (15 marzo 2019) si terrà una riunione con alcuni appartenenti al Corpo di Polizia locale proprio per procedere con la stesura di ulteriori atti necessari.

 

Non vogliamo commentare quanto detto dal sindaco di Rocca di Papa in Regione. Avremmo preferito un sindaco che invece di andare a giustificarsi in Regione dicendo di non aver potuto eseguire le sentenze per colpa di qualche vigile, vi avesse ottemperato direttamente visto che la legge dà ai sindaci tutti i poteri e gli strumenti per intervenire e per denunciare eventuali omissioni.

 

La situazione quindi, al momento, resta invariata in attesa che questi verbali da tutti invocati finalmente vengano notificati alle emittenti radiofoniche e televisive incappate nelle sentenze del Consiglio di Stato e del TAR del Lazio.

 

ALL'APPELLO MANCANO LE ORDINANZE

PER MADONNA DEL TUFO/COSTARELLE.

PERCHÈ CRESTINI NON LE FIRMA?

Visto che ognuno si deve assumere le sue responsabilità, un nuovo capitolo su questo fronte riguarda i tralicci presenti a Madonna del Tufo/Costarelle (una quindicina di emittenti) che, per quanto possa apparire assurdo, ancora non sono stati raggiunti dalle ordinanze di demolizione. Ordinanze queste che deve firmare il sindaco e non i vigili, sulla scia di quelle sottoscritte nel 2003 dall’allora sindaco Ponzo. Il fatto è molto grave perché ci risulta che tali ordinanze sono ferme nei cassetti dell’ufficio urbanistica da almeno due anni, pronte per essere notificate ma mai fatte uscire. Perché Crestini non le firma? Perché la vicesindaco Veronica Cimino e l’assessora all’urbanistica Laura Zecchinelli non intervengono?

 

A confermare la circostanza è anche l’ex delegato alle antenne Bruno Petrolati: «Quelle ordinanze di demolizione vennero preparate da me e da Rocco Di Filippo (Responsabile dell’ufficio urbanistica, n.d.d.) nel 2016 e non comprendo perché non siano mai state emesse, bisogna chiederlo al sindaco!».

 

Ecco sindaco, la prossima volta che va in Regione a spiegare i motivi dei ritardi sul fronte antenne, spieghi anche questa di inottemperanza. Vedremo stavolta a chi darà la colpa, magari a qualche consulente dell’ufficio urbanistica!

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