Mario Santoro lascia ma restano le ombre su come è stata gestita l’intera vicenda

April 12, 2019

Mario Santoro si è dimesso e nel prossimo consiglio comunale sarà sostituito da Luigi Montinaro, candidato nel 2016 nella sua stessa lista. La decisione è arrivata dopo un vespaio di polemiche iniziate il 26 febbraio 2019 dopo che il consigliere comunale Lorenzo Romei aveva portato alla luce l’incompatibilità di Santoro che un anno prima, il 24 gennaio 2018, senza che nessuno lo riferisse in consiglio, aveva notificato al Comune una richiesta di risarcimento danni per 7 milioni di euro per un sinistro avvenuto cinque anni prima. Per 14 mesi Mario Santoro è rimasto al suo posto in contrasto con quanto previsto dall’art. 63 del Testo Unico sugli Enti Locali (TUEL) che al comma 1, punto 4, stabilisce che «non può ricoprire la carica di Consigliere Comunale colui che ha lite pendente con il Comune».

 

La procedura di surroga di Santoro era stata avviata nel consiglio comunale del 12 marzo scorso, che aveva visto un accorato intervento dello stesso consigliere comunale, nel quale aveva ribadito il suo diritto a ricoprire il ruolo istituzionale malgrado il contenzioso in essere. In quell’occasione Santoro, prima di abbandonare l’aula, aveva accusato il consigliere Romei di avergli puntato una pistola alla tempia dovendo scegliere se continuare a ricoprire il ruolo politico o se proseguire la causa intentata contro il suo sindaco in quanto rappresentante legale del comune. Santoro, dopo 43 giorni, ha fatto la sua legittima scelta e nel consiglio comunale convocato per mercoledì 17 aprile sarà ufficialmente sostituito da Montinaro. A favorire il subentro di quest’ultimo a danno di Santoro era stata l’astensione decisa dai membri di maggioranza chiamati a pronunciarsi in merito alla vicenda. Un’astensione che, di fatto, certificava l’incompatibilità del consigliere.

 

GLI INTERROGATIVI

A questo punto le dimissioni di Santoro, anziché chiudere il caso, lasciano aperti alcuni importanti interrogativi.

 

Il primo: perché il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, non ha informato il consiglio comunale e gli uffici preposti che un suo consigliere aveva avviato una causa contro il Comune?

 

Il secondo: perché la segreteria comunale non ha evidenziato l’incompatibilità di Santoro in base all’art. 63 del TUEL?

 

Il terzo: perché l’oggetto della delibera di giunta n. 56 del 23 aprile 2018 (l’atto con cui il Comune avviava le procedure per nominare un suo difensore) è stato cambiato, nascondendo di fatto il nome di Mario Santoro? E perché una delibera che trattava un contenzioso da 7 milioni di euro, non riportava nemmeno tale cifra?

 

Il quarto: il Comune ha certificato che al momento del sinistro la strada oggetto del contenzioso, via delle Calcare, non era di sua proprietà ma era sotto il controllo dell’Astral, società della Regione Lazio?

 

Interrogativi le cui risposte potranno venire soltanto da un’indagine accurata da parte delle Autorità preposte.  

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