Calcagni-Crestini, la commedia delle parti

May 9, 2019

 

Nei serial americani ci sono sempre due poliziotti: uno buono, uno cattivo, in realtà sono entrambi d’accordo nel recitare la parte assegnata per ottenere una confessione. A Rocca di Papa più che politici abbiamo bravi attori: come si fa a portare acqua al proprio mulino (partito)? Semplice: basta creare il “buono” e il “cattivo”, dividere il popolino in due squadre e far tifare per uno o per l’altro candidato, così da portare voti per entrambi.

 

Il giochetto è semplice e inganna molti, ma non tutti, specialmente chi invece degli annunci analizza i fatti. I fatti sono il silenzio improvviso iniziato tre mesi fa dal coordinatore della Lega, Massimiliano Calcagni, sull’azione amministrativa del sindaco Crestini, una ritrovata armonia all’interno del consiglio comunale tra i due (dopo che il primo aveva lasciato polemicamente la maggioranza e il secondo lo voleva estromettere da presidente del consiglio comunale). Un’armonia che rasenta l’asservimento, fateci caso: Calcagni scrive un comunicato dove accusa fantomatici e “nascosti” neo-leghisti, evitando però di fare nomi, specialmente quello di Crestini.

 

 

Ma soprattutto sono i supporter di Calcagni a destare perplessità, essendo quasi tutti rigorosamente crestiniani. Crestiniani Pentiti? Non si sa, perché stranamente non lo nominano mai e non lo criticano mai apertamente, né si pongono il problema del Crestini-leghista, come se sapessero che se lo ritroveranno accanto alle prossime comunali. Alcuni erano persino candidati con Crestini, e in questi tre anni si sono distinti per la loro mancata azione politica verso l’amministrazione comunale, anzi, per un totale disinteresse verso la politica del paese, a meno che non si trattasse di feste, spesso seguite da lodi pubbliche a Crestini, fosse solo per il travestimento da “conte Tacchia” alla sfilata carnevalesca.

 

Qualcuno dei supporter è in buonafede, molti sono accecati dalla fede politica e mandano giù il boccone amaro. Qualcuno per rivalsa, magari non ha ottenuto ciò che voleva da Crestini, qualcun’altro perché è abituato a salire sul carro di chi ritiene vincente. Ma state attenti, il giochino del poliziotto buono e di quello cattivo è conosciuto, è utilizzato in tutti i partiti, ormai sono pochi quelli che ci cascano ancora!

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