Dopo Santoro scoppia il «caso Rufini». Ma quanti conflitti d’interesse esistono nella maggioranza che sostiene Crestini?

May 10, 2019

Il 9 maggio alla redazione del Segno, unitamente ad altri giornali del territorio, è arrivata una lettera in cui si dava notizia di un contenzioso pendente tra la consigliera di maggioranza, Annarita Rufini, e il Comune di Rocca di Papa. Motivo per cui la Rufini incapperebbe nel famoso art. 63 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali) secondo cui «non può ricoprire il ruolo di consigliere comunale chi ha una causa pendente con il proprio comune». Come scrive tal Francesco Lulli (non sappiamo se sia un nome vero o di fantasia) «Al Tar del Lazio sarebbe pendente (prot.n.13905 del 1° luglio 2016) un ricorso promosso dalla consigliera di maggioranza Rufini contro il Comune di Rocca di Papa. A meno che non si tratti di un caso di omonimia, che fonti interne al Comune tenderebbero ad escludere, ci troveremmo di fronte ad una cosiddetta “lite pendente” tra un’amministratrice e l’Ente stesso che metterebbe la Rufini, capogruppo della lista del sindaco (Insieme per Rocca di Papa, n.d.d.), nella posizione di dover scegliere tra proseguire la causa contro il Comune o svolgere il proprio mandato elettorale». Sembra dunque ripresentarsi quanto accaduto due mesi fa con il “caso Santoro” portato alla luce dal consigliere comunale Lorenzo Romei (e ripreso dal nostro giornale), e che lo scorso 12 aprile portò proprio alla sostituzione del consigliere eletto nella stessa lista di Annarita Rufini.

 

Francesco Lulli cita anche un numero di protocollo del Comune di Rocca di Papa con tanto di data (13905 del 1° luglio 2016), non sappiamo se tale numero corrisponda effettivamente a una pratica legata alla Rufini, ma farebbe bene il sindaco Crestini (peraltro imparentato proprio con la Rufini) a spiegare questa situazione, smentendo o confermando. Il fatto che qualcuno sappia addirittura il n. di protocollo del ricorso può significare che la Rufini potrebbe essere vittima del cosiddetto "fuoco amico", cioè qualcuno della sua stessa maggioranza intenzionato, per motivi che non conosciamo, a far emergere il "caso Rufini".

 

L’altra cosa che ci dice il Lulli è che questo ricorso al TAR sarebbe legato a questioni di tipo urbanistico. Che si tratti cioè di un ricorso per abusivismo edilizio? Non lo sappiamo ma visto che a Rocca di Papa ci sono circa 200 pratiche di acquisizione avviate dalla Procura di Velletri su altrettanti abusi edilizi, dovrebbe essere la stessa consigliera di “Insieme per Rocca di Papa” a chiarire l’intera vicenda, dicendo innanzitutto se la sua vicenda personale è connessa a quella delle acquisizioni. Il fatto è importante perché la Rufini fu uno dei consiglieri comunali che votò la delibera sulla “definizione dell’indennità di occupazione senza titolo, da corrispondere all’Ente nelle more del rilascio degli stessi” che interessò diverse famiglie roccheggiane. Non solo, nell’elenco delle ordinanze di demolizione emesse dall’ufficio urbanistica del comune dal 1996 al 2018 il nome di Annarita Rufini non figura, almeno direttamente. Resta il fatto che se tale notizia dovesse essere confermata viene da chiedersi: perché la Rufini non si astenne dal votare quella delibera di consiglio comunale, visto che era in evidente conflitto di interessi?

 

Infine, stando sempre alla lettera del Lulli, notiamo che al pari del suo ex collega Santoro, anche la Rufini avrebbe presentato un ricorso amministrativo contro il Comune dopo essere stata eletta consigliere. E la domanda che facciamo al sindaco, qualora la notizia dovesse essere confermata, è la stessa che gli facemmo sul “caso Santoro”: perché non ha informato il consiglio comunale dell’incompatibilità della cugina Rufini lasciando che rimanesse al suo posto illegittimamente?

 

Ovviamente questa testata è a disposizione della consigliera di “Insieme per Rocca di Papa” nel caso avesse qualcosa da aggiungere rispetto alla vicenda, anche smentendola del tutto così da ripristinare la verità sostanziale dei fatti. Noi siamo qua.

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