L’Autorità Anticorruzione sul caso della pseudo fondazione che regalava soldi per la scuola. E il delegato Luigi Piero Martina che fa?

La vicenda della pseudo società benefica San Giovanni Bosco Arpa Foundation che prometteva 2,5 milioni di euro per mettere in sicurezza la scuola del centro storico di Rocca di Papa si arricchisce di nuovi particolari. Oltre alla Guardia di finanza (che vuole vederci chiaro sulle anomalie che circondano la società con sede in Inghilterra) abbiamo appreso che anche l’ANAC, l’Autorità nazionale anti corruzione, sta cercando di mettere ordine negli atti prodotti dall’amministrazione comunale a supporto della convenzione sottoscritta il 17 dicembre 2018.

 

L’8 marzo 2019 l’ANAC (sollecitata dal solito consigliere d’opposizione Lorenzo Romei, lo stesso che aveva portato alla luce il caso) ha scritto al Comune chiedendo una serie di chiarimenti su altrettanti punti relativi ai lavori di adeguamento sismico della scuola elementare centro urbano così come approvati dalla convenzione. A rispondere è stato il Responsabile del settore lavori pubblici, Luigi De Minicis, che il 29 marzo ha inviato la sua relazione. Una relazione che, secondo noi, invece di sciogliere i dubbi avanzati dall’ANAC li ha ulteriormente rafforzati. Vediamo nel dettaglio che cosa chiedeva l’Autorità anticorruzione.

 

IL CERTIFICATO ANTIMAFIA

Il primo appunto posto dall’ANAC riguarda la certificazione antimafia. Perché il Comune non ha chiesto alla San Giovanni Bosco Arpa Foundation di produrre tale certificazione, obbligatoria per chiunque abbia a che fare con la pubblica amministrazione? La risposta del Responsabile lascia a dir poco interdetti. Prima si giustifica dicendo che «la Fondazione, con nota del 22 gennaio 2019, registrata al protocollo unico al n. 1754, ha evidenziato che, non essendo l’operatore economico che svolgerà attività di esecuzione dei lavori, non è dovuto a rilasciare le suddette dichiarazioni, che verranno invece rilasciate dall’impresa che eseguirà i lavori (si tratta della società Pro System Srl con sede a Roma in viale Trieste, n.d.d.».

 

Ma il bello viene leggendo il seguito, quando scrive che l’ufficio tecnico resta in attesa «delle dichiarazioni della Fondazione San Giovanni Bosco in quanto, pur non essendo l’operatore economico, si ritiene che debba anch’essa presentare (imprescindibilmente) la dichiarazione richiesta dall’art. 80 D.Lgs. 50/16 (il certificato antimafia, n.d.d.), essendo a tutti gli effetti contraente della Pubblica Amministrazione, per cui tenuto al rispetto (e alla garanzia) di tutte le probità di legge». Cioè, avete capito? De Minicis ammette che la pseudo società benefica deve comunque presentare il certificato antimafia ma in assenza di questo lui ha ugualmente firmato la convenzione in nome e per conto del Comune. In altri ambiti si userebbe il termine di reo confesso. E infatti alla fine della lettera all’Anac il Responsabile di settore dice chiaramente che in assenza di questo certificato la convenzione diventerà nulla. Proprio così: nulla!

 

L’OPERA NON È STATA

INSERITA NELL’ELENCO TRIENNALE

Il secondo appunto riguarda il fatto che il progetto del valore di 2,5 milioni di euro non è stato inserito nel piano triennale dei lavori pubblici. Perché, si chiede l’Autorità nazionale anticorruzione? Anche in questo caso De Minicis pare arrampicarsi sugli specchi: «Si precisa che, dal momento in cui l’oggetto della donazione riguarda i “Lavori di adeguamento sismico” e non la realizzazione di nuove opere o manufatti, non si prevede l’inserimento di questi all’interno di strumenti o programmi urbanistici». Allora De Minicis dovrebbe spiegarci perché invece i lavori che recentemente hanno ottenuto un finanziamento dal ministero dell’interno (rifacimento dei muraglioni e messa in sicurezza dei fossi) erano stati inseriti già in fase di richiesta del contributo e non quando effettivamente il contributo è arrivato. Tanto più che anche in questo caso non si tratta di "opere nuove" ma di manutenzioni e ristrutturazioni.

 

A smentire la giustificazione del Responsabile di settore peraltro, sono gli elenchi dei lavori pubblici redatti da dieci anni a questa parte: in ognuno figuravano anche lavori che ancora non avevano ottenuto il finanziamento. In questo caso, poi, c’è un’aggravante: trattandosi di una "ristrutturazione" da 2,5 milioni di euro, che a quanto pare sarebbe necessaria per mettere in sicurezza sismica la scuola del centro storico, appare assurdo che questa problematicità non sia mai emersa fino al 24 maggio 2018, quando per la prima volta la San Giovanni Bosco Arpa Foundation scrive al Comune di Rocca di Papa per proporre la suddetta regalìa.

 

A smentire De Minicis infine è la delibera di giunta del 25 giugno 2013 (non citata nella risposta all'ANAC) attraverso la quale la precedente giunta chiedeva alla Regione Lazio di finanziare alcuni interventi straordinari proprio per la scuola del centro storico per circa 424.000 euro. Lavori previsti in un progetto redatto dallo stesso ufficio tecnico comunale e che prevedevano semplicemente degli «interventi di manutenzione straordinaria delle coperture delle scuole, nonché la sostituzione degli infissi con altri rispondenti alla normativa vigente sia in materia di sicurezza che paesaggistico-architettonica». Cinque anni dopo, invece, il sindaco Crestini parla addirittura di interventi per mettere in sicurezza sismica l’intero edificio scolastico, che a quanto pare nel 2013 per l'ufficio tecnico comunale non erano necessari.

 

LA CONVENZIONE APPARE

CARENTE E NON TUTELA IL COMUNE

Il terzo e ultimo appunto mosso dall’ANAC riguarda proprio la convenzione sottoscritta dall’amministrazione comunale il 17 dicembre 2018, che tra l’altro non prevede né le opportune garanzie fideiussorie a tutela degli obblighi assunti dalla pseudo fondazione per l’esecuzione dei lavori, né le penali in caso di inadempimento a tutela dell’interesse pubblico. Come si giustifica De Minicis? Così: «Riguardo l’imputazione che lo schema di convenzione sia generico, si dichiara la disponibilità a sottoscrivere una Convenzione implementativa». Anche qui siamo di nuovo all’ammissione che la convenzione sottoscritta era piuttosto lacunosa.

 

IL DELEGATO LUIGI PIERO MARTINA CHI L’HA VISTO?

Come in tutte le vicende confuse e nebulose, anche in questa della San Giovanni Bosco Arpa Foundation, c’è un tassello mancante: il delegato alla trasparenza amministrativa e all’anticorruzione del Comune di Rocca di Papa, tal Luigi Piero Martina, dove sta?

 

La domanda sorge spontanea visto che se c’è un tema su cui Martina avrebbe dovuto e dovrebbe far sentire la propria voce è proprio su questa pseudo società benefica che dopo essersi rifiutata di produrre il certificato antimafia (che ora per De Minicis è imprescindibile) si è vista approvare la convenzione da essa stessa scritta e proposta sia dalla giunta guidata da Crestini sia dal Responsabile del settore lavori pubblici. Caro Martina, possibile che su tale vicenda, in virtù della sua delega che dovrebbe vigilare proprio sulla trasparenza e sull’anticorruzione, non abbia nulla da dire?

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