Giù un palo della Wind a monte Cavo: la strana euforia per una notizia che con la lotta alle antenne non c’entra niente

In queste ore Rocca di Papa è stata svegliata da un’euforia quantomeno sospetta da parte del sindaco Crestini che in pompa magna ha annunciato lo smantellamento di un palo della Wind a monte Cavo. Sì, avete letto bene, un palo, per giunta obsoleto e ormai instabile. Eppure l’euforia del sindaco è stata contagiosa: perfino i 5 Stelle locali hanno dato libero sfogo alla gioia. Ma le cose stanno proprio come le ha raccontate il sindaco?

 

Ora leggete questa frase: «Ci accoderemmo volentieri all’enfasi trionfalistica se non fosse per il fatto che sopra i due tralicci c’erano due antenne spente. Noi salutiamo lo stesso l’impegno e la dedizione  ma è meglio dire come stanno le cose, altrimenti si perde di vista la realtà e i cittadini potrebbero credere alle flautate parole dei comunicati confezionati dall’ufficio stampa del sindaco».

Tenetela a mente questa frase, diventerà illuminante alla fine di quest’articolo.

 

IL PALO DELLA WIND

Partiamo dunque dalla notizia dell’abbattimento del palo della Wind. Nella sua dichiarazione il sindaco Crestini ha dato informazioni a metà. Quello che non ha detto, per esempio, è che sulla questione del palo della Wind, lo scorso 13 marzo c’è stata un’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) che, accogliendo il ricorso dell’azienda di telefonia, ha sospeso la «nota comunale prot. 839 […] recante preavviso di diniego della richiesta d’inizio lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza di un palo per le telecomunicazioni nel centro radio di Montecavo».

 

Quest’ordinanza del TAR la potete leggere qui:

Ordinanza TAR Lazio sul palo della Wind.

 

Il Comune, cioè, ha negato l’autorizzazione alla richiesta avanzata dalla Wind di fare lavori di messa in sicurezza del palo. Un diniego scontato, ovvio, visto che è impossibile autorizzare lavori da eseguire su opere abusive in luoghi dove esiste il divieto assoluto di edificabilità (monte Cavo è uno dei questi). E qui siamo alla prima furbata del sindaco. Leggendo il suo comunicato sembra che il Comune abbia “scelto” di non autorizzare la Wind. Il Comune semplicemente non avrebbe potuto autorizzare alcunché. La “scelta politica” di dire NO alle antenne sarebbe stata vera nel caso in cui Crestini avesse detto no al traliccio realizzato pochi mesi fa dalla Vodafone in via delle Barozze. Invece oggi quel traliccio di 100 metri è realtà ma in cambio è stato abbattuto un traliccio di 20 metri arrugginito! Se abbattere un palo obsoleto equivale a contrastare le antenne, come chiamiamo un’amministrazione che ne fa innalzare uno da 100 metri in acciaio? Risposta al Comitato please!

 

NEL 2015 CRESTINI IRRISE BOCCIA

PER LA STESSA COSA

L’altra ovvietà che dice il sindaco di Rocca di Papa è che il Comune non spenderà un euro per tale abbattimento. E ci mancherebbe pure il contrario caro sindaco! La Wind ha deciso di abbattere un palo fatiscente ed è ovvio che lo faccia a sue spese. Ma anche questo non lo stabilisce il Comune, lo dice la legge.

 

A Rocca di Papa, da un po’ di tempo, sta diventando straordinario quello che invece è ordinario. Negli ultimi dieci anni sono diversi i tralicci obsoleti e pericolosi rimossi sia a monte Cavo vetta sia a Madonna del Tufo. Nel 2015 accadde la stessa cosa ed è strano che Crestini non la ricordi, visto che seguì la vicenda in prima persona. L’allora sindaco Boccia eliminò due tralicci abusivi su cui non c’era più nessun apparato di trasmissione. Erano ferraglia, come ebbe a ricordare lo stesso sindaco che all’epoca ricopriva il ruolo di opposizione. Come Crestini, anche Boccia nel 2015 diede sfogo a una grande euforia. Ecco come rispose Crestini: «Ci accoderemmo volentieri all’enfasi trionfalistica se non fosse per il fatto che sopra i due tralicci c’erano due antenne spente. Noi salutiamo lo stesso l’impegno e la dedizione  ma è meglio dire come stanno le cose, altrimenti si perde di vista la realtà e i cittadini potrebbero credere alle flautate parole dei comunicati confezionati dall’ufficio stampa del sindaco». Riconosciuta la frase?

 

Ora qualcuno (5 Stelle, Comitato Monte Porzio, ecc.) dovrebbe spiegarci perché se nel 2015 un sindaco buttava giù un pezzo di ferro arrugginito la notizia passava giustamente inosservata (di più: veniva ricoperta di ilarità), mentre se la stessa cosa avviene oggi diventa una notizia sensazionale.

 

Ma torniamo alla vicenda del palo della Wind. Dopo la sospensione decisa dal TAR l’azienda, consapevole che nessuno avrebbe potuto autorizzare i lavori, ha deciso di spostare in altro punto il suo apparato (dove non lo sappiamo ma forse lo sa il Comune), tanto che a Rocca di Papa nessuno in queste ore sta avendo problemi di ricezione del segnale telefonico della Wind, anzi. Tra l’ordinanza del TAR del Lazio e l’annunciato abbattimento sono trascorsi due mesi, giusto il tempo per trovare un nuovo punto da cui trasmettere.

 

Che cosa ci dice tutto questo? Che la propaganda politica da almeno un quarantennio utilizza le antenne e i falsi-abbattimenti (cioè la rimozione di apparati che non servono più a niente) per farsi campagna elettorale. E da 40 anni c’è sempre qualcuno che ci crede.

Per ulteriore informazione, infine, di seguito l’articolo del 2015 con le dichiarazioni dell’attuale sindaco. Una volta letto, vedrete l’abbattimento della Wind sotto un’altra luce.

 

 

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