Rispunta il bike-park nei boschi comunali affidato a un’associazione privata: regole aggirate e in giunta sale il malumore

Il precedente sindaco Boccia imposta e quello attuale, Crestini, esegue. Può essere questa l’estrema sintesi del probabile affidamento di boschi pubblici a un’associazione privata per l’esecuzione di un progetto finalizzato alla costruzione di un bike-park. L’idea nasce infatti nel dicembre del 2015 quando la giunta guidata da Pasquale Boccia approva un avviso pubblico (predisposto dall'ufficio affari generali diretto da Annamaria Fondi) finalizzato ad acquisire proposte di progettazione per la valorizzazione del bosco di proprietà comunale. Un avviso a cui risposero una decina di associazioni con progetti di diversa natura. Quando tutto sembrava dimenticato, ecco che lo scorso 30 maggio (prot. 15648), l’associazione Castelli Experience protocolla un’identica proposta progettuale per la realizzazione di un bike-park nei boschi comunali.

 

CRESTINI IERI E CRESTINI OGGI

Progetto che, a quanto pare, starebbe però provocando più di qualche mal di pancia all’interno della giunta guidata da Crestini. Peraltro i dubbi sono gli stessi che nel 2015 evidenziò lo stesso Crestini che allora ricopriva il ruolo di consigliere d’opposizione, ritenendo l’avviso pubblicato da Boccia una mossa più che altro elettoralistica. Crestini, infatti contestava soprattutto l’art. 5 dell’avviso, in cui l’amministrazione comunale diceva che «La pianificazione per la realizzazione delle proposte resta di esclusiva discrezionalità della giunta comunale, compresa la possibilità che una proposta, sebbene accolta, possa non essere avviata», e l’art. 9 in cui «Il Comune si riserva di modificare/revocare in qualsiasi momento il presente avviso».

 

Quindi non si capisce perché, dopo quattro anni, il sindaco Crestini avrebbe deciso di tornare su uno in particolare di quei progetti con il rischio di cadere nello stesso errore (se così lo vogliamo chiamare) del suo predecessore: affidare direttamente a un soggetto privato la gestione di beni che sono di tutta la collettività. Non è possibile affidare un progetto che riguarda la gestione di un bene pubblico senza attuare una procedura di legge, cosa che deve avvenire attraverso la pubblicazione di un bando pubblico vero. Vero! Affidare direttamente un progetto di questo tipo a un’associazione vorrebbe dire aggirare le norme dell’Anticorruzione, tanto più se tale opera prevista non figura nemmeno nell’elenco delle opere triennali che l’amministrazione deve redigere per pianificare la sua progettualità. Insomma, i malumori di alcuni membri di giunta sembrano giustificati e sarebbe opportuno coinvolgere immediatamente sull’argomento gli uffici dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) così da avere un quadro normativo di riferimento che in questo caso appare del tutto disatteso e inapplicato.

 

IL CONFLITTO DI INTERESSE

Poi c’è un secondo aspetto che lo stesso Crestini evidenziò nel 2016 leggendo i progetti arrivati in Comune in risposta all’avviso di Boccia. Questo riguarda proprio l’associazione Castelli Experience il cui fondatore è Emiliano D’Andrea, fratello della Responsabile del settore amministrativo del Comune di Rocca di Papa, Annarita D’Andrea. Crestini all’epoca evidenziò questo conflitto d’interessi in considerazione del fatto che l’avviso pubblicato non solo dava alla giunta la possibilità di scegliere il progetto che preferiva, al di fuori di ogni regola democratica e di merito, ma anche perché il via libera dal punto di vista della copertura finanziaria sarebbe stato apposto dalla sorella del proponente. Perché dunque ciò che era in conflitto d’interesse ieri non lo sarebbe più oggi con Crestini sindaco? Ma d’altronde Crestini è quello che dopo una settimana dalla sua elezione a sindaco, pubblicò un avviso pubblico con una dicitura che più o meno ricorda quella utilizzata da Boccia nel 2015 per i progetti sulla valorizzazione dei boschi. Dovendo cercare un addetto per il suo staff, scrisse nell’avviso che tale addetto sarebbe stato scelto tra le proposte pervenute a «insindacabile giudizio del sindaco». Il caso volle che la scelta cadde proprio su colui che aveva curato la sua campagna elettorale, Marcello Loisi.

 

Insomma, cambiano i sindaci ma la furbizia rimane invariata. A rimetterci sono le regole che dovrebbero essere uguali per tutti mentre quando vi è assenza di trasparenza c’è sempre qualcuno più uguale degli altri. Se poi a quel qualcuno si concede la gestione di un bene pubblico come il bosco, a rimetterci è l’intera collettività, in questo caso i cittadini di Rocca di Papa.

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Andrea Sebastianelli
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