Passato il dramma, ora deve emergere la verità su quanto accaduto

June 11, 2019

È oggi il giorno più cupo per Rocca di Papa dopo l’esplosione che ieri ha devastato la sede municipale per una fuga di gas. Un’esplosione talmente violenta che sembra impossibile che non vi siano stati dei morti. E questo è l’unico aspetto positivo visto che i feriti più gravi, tra cui il sindaco Crestini, il delegato Eleuteri, il comandante dei vigili Gatta e la bambina di 5 anni, sono tutti fuori pericolo.

 

LE INDAGINI DELLA PROCURA

Intanto, sul fronte delle indagini, la Procura di Velletri ha messo l’acceleratore per accertare le cause che hanno provocato la tremenda esplosione. L’inchiesta è stata affidata a una figura di peso, quella del sostituto procuratore Giuseppe Travaglini, e lo stesso capo della Procura, Francesco Prete (che ieri ha visitato il luogo della vicenda) sta seguendo passo-passo la fase delle indagini. Al momento il fascicolo è contro ignoti e il reato ipotizzato è quello di disastro colposo (art. 449 codice penale) e lesioni gravi o gravissime colpose (art. 583 c.p.).

 

Sono due le strade che la Procura starebbe seguendo. La prima riguarda la Tecnogeo, l’azienda di Monte San Giovanni Campano (Frosinone) che proprio ieri mattina, in subappalto, ha avviato i lavori di scavo di fronte all’ingresso del municipio. I tre operai stavano eseguendo dei carotaggi. Operazione che avrebbe provocato il danneggiamento di una conduttura di gas. Dal punto di vista tecnico quello che sorprende è che una fuga di gas avvenuta all’aperto si sia in poco più di 40 minuti trasformata in una vera e propria bomba devastando l’edificio comunale e danneggiando altri palazzi. Una ricostruzione che cozzerebbe con quanto dichiarato ieri, subito dopo il fatto, da alcune persone secondo cui era addirittura da venerdì che si sentiva un leggero odore di gas mentre le indagini geomorfologiche hanno preso avvio tre giorni dopo. L’incidente potrebbe semplicemente aver accelerato l’accumulo di gas nel sotterraneo del Comune adibito ad archivio fino all’esplosione innescata probabilmente da una chiamata dell’ascensore, avvenuta intorno alle 11,15. Possibile che dalle ore 9, quando sarebbe avvenuto il danneggiamento della condotta, nessuno abbia capito che la situazione stava diventando molto pericolosa?

 

LE TESTIMONIANZE: CHI SA PARLI

Su questo aspetto potrebbero essere utili le informazioni dei commercianti le cui attività sono collocate a ridosso del municipio e che hanno subìto anche diversi danni. Attraverso la loro testimonianza sarà possibile dettagliare i tempi degli accadimenti e chiarire, per esempio, se gli operai presenti erano seguiti da un capo-cantiere e magari da un addetto del Comune. Possibile che i tre, come hanno riportato stamane diversi quotidiani, abbiano lasciato il luogo di lavoro senza che nessuno li abbia fermati? Appare inverosimile, soprattutto di fronte al danneggiamento di una conduttura gassosa. In questa fase delicata delle indagini, insomma, è opportuno che chi sa parli consentendo agli inquirenti di ricostruire come si sono susseguiti i fatti, ogni minuto dalle 9 alle 11,15.

 

GLI ALLARMI LANCIATI

Poi c’è la fase dell’allarme, anch’essa ancora piena di ombre. Chi per primo ha lanciato l’allarme ai dipendenti presenti in municipio? Anche su questo tema, qualcuno ieri si è lasciato sfuggire che una richiesta di evacuare subito l’edificio sarebbe stata avanzata già dalle 9,30. E' vero? E se sì a chi è stata indirizzata? A che ora? E che risposta c’è stata? Anche questi sono elementi importanti da accertare, tanto più che un commerciante avrebbe detto che prima dell’esplosione un delegato comunale gli avrebbe suggerito di non accendere la luce per evitare conseguenze gravi a causa del forte odore di gas. Se questo aspetto dovesse risultare vero, perché l’allarme non è stato lanciato anche all’interno dell’edificio comunale?  

 

Infine è necessario verificare un’altra voce insistente, secondo cui la dirigente dell’Istituto scolastico avrebbe segnalato qualche settimana fa un leggero odore di gas che si sarebbe avvertito nel plesso. Voci di piazza o c’è qualche fondo di verità? Anche questo andrà accertato.

 

LA MESSA IN SICUREZZA DELLE CAVITA' NATURALI

Un’ultima considerazione riguarda più in generale il progetto per la messa in sicurezza delle cavità naturali del centro storico, finanziato dallo Stato con 800mila euro. A metà marzo scorso l’amministrazione comunale ha dato avvio a una serie di rilevazioni attraverso l’ausilio del georadar per stabilire gli interventi da mettere in atto sul corso principale del paese. Che cosa hanno rilevato queste ricerche condotte tre mesi fa? E perché lunedì 10 giugno i lavori hanno preso avvio proprio di fronte al municipio? C’è qualche motivo specifico?

 

L’impianto a metano di Rocca di Papa venne realizzato nel 1989, trent’anni fa. All’epoca ebbe un grande risalto sulla stampa poiché fu uno dei primi paesi montani d’Italia a metanizzarsi. Io stesso, ventenne, scrissi un articolo sull’argomento. Come è possibile che vengano eseguiti degli scavi senza effettuare precedentemente al ricognizione delle tubature sotterranee esistenti? Anche sull’affidamento dei lavori la Procura vuole vederci chiaro, verificando se le gare sono state effettuate rispettando la legge.

 

IL CENTRO STORICO

Il pensiero di tutti, oltre ovviamente ai feriti a cui va il nostro sincero augurio di pronta guarigione, va anche al centro storico di Rocca di Papa che è costretto a subire l’ennesimo colpo da cui sarà difficile riprendersi vista l’inagibilità delle sede municipale che, da sola, garantiva un certo andirivieni nel paese. Sarà importante l’unità di tutti affinché ci sia una reazione pronta e forte, anche prevedendo il congelamento delle tasse locali per i commercianti che più hanno subito e subiranno i danni di quanto accaduto. Ma questo è un altro discorso. Adesso è il tempo di accertare quanto accaduto e individuare anche le responsabilità.  

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