Emanuele Crestini non ce l’ha fatta: Rocca di Papa saluta il suo sindaco

June 20, 2019

 

Questa notte la Asl Roma 2 ha comunicato il decesso del sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini (47 anni il prossimo 24 giugno), avvenuto per un problema respiratorio provocato dalla permanenza prolungata a contatto con i gas tossici del fumo e le particelle solide dell’incendio. Le condizioni di Crestini si erano aggravate il 15 giugno, ieri un lieve miglioramento e oggi è arrivata la notizia che nessuno avrebbe mai voluto sentire. Emanuele Crestini è la seconda vittima dell’esplosione avvenuta il 10 giugno a causa di una fuga di gas che ha devastato la sede municipale, altri edifici privati e provocato 16 feriti e molti sfollati. Lo scorso 16 giugno era venuto a mancare Vincenzo Eleuteri (67 anni), delegato comunale.

 

Il direttore e l’intera redazione del Segno esprimono le loro condoglianze ai familiari del sindaco di Rocca di Papa.

 

 

IL RICORDO PERSONALE DEL DIRETTORE DEL SEGNO

 

Parlare di Emanuele Crestini per me è molto difficile ma quanto accaduto impone di farlo visto che i fatti tremendi del 10 giugno hanno cambiato il volto di Rocca di Papa e sconvolto l’intera comunità. Il giudizio su questi tre anni di amministrazione lo abbiamo dato nei vari articoli apparsi sia sul giornale cartaceo sia su quello online. Inutile, dunque, tornarci su in questo momento terribile. Per me resta vivo il ricordo di un giovane consigliere comunale d’opposizione (che io non conoscevo) che tra il 2013 e il 2015, con la sua semplicità e determinazione, era riuscito a creare scompiglio nella politica locale ormai atrofizzata, imbalsamata e lontana dai reali bisogni dei cittadini.

 

In questa politica vecchia nei modi di apparire, nelle facce e nel linguaggio, Emanuele Crestini aveva saputo portare una ventata di novità con un linguaggio fresco e genuino e un modo di fare talmente spontaneo da riuscire ad aprire una porta di comunicazione con quella cittadinanza trascurata e dimenticata dalla politica. Il Segno si sentì in dovere di sostenerlo parlando della sua attività amministrativa dando valore e risalto a quel giovane che, all’epoca isolato da tutto e da tutti, si era messo in testa di far emergere fatti sconcertanti e gravi per il bene del paese.

 

Poi, quando raccolse i frutti di quel lavoro di consigliere d’opposizione diventando sindaco, dal mio punto di vista subì la sopraffazione di quella cosa che chiamiamo “potere”. Perse quella serenità e quella freschezza che lo avevano contraddistinto per molti anni. Di lui, dunque, conservo il prezioso ricordo degli anni in cui l’ho conosciuto come consigliere d’opposizione, perché dal momento in cui divenne sindaco non c’è più stata occasione né di parlarci né di scambiarci una battuta. Lui, diventato primo cittadino, impersonava il potere; io, giornalista indipendente dalla politica, dovevo fare quello che con Il Segno ho sempre fatto in 18 anni di direzione: fare le pulci al potere. Quindi anche a lui. Certo, lo avrei voluto ancora al suo posto di sindaco, magari un po’ acciaccato ma combattivo e determinato come sempre, così da poter continuare a criticarlo a viso aperto e lealmente.

 

Rimarrà in me il rammarico per non avere avuto la possibilità di confrontarmi su alcune scelte da lui fatte come politico e alcune decisioni da lui prese come amministratore, visto che durante la campagna elettorale del 2016, in piazza della Repubblica, mi disse semplicemente: Ci sarà tempo per chiarire alcune cose. Il tempo, invece, non c’è più. Come tanti politici di Rocca di Papa, dunque, Emanuele Crestini resterà una figura divisiva: c’è chi ritiene sia stato un bravo politico e chi invece ritiene non lo sia stato. Gli uni e gli altri difficilmente cambieranno idea. Buon viaggio Emanuele!

 

Andrea Sebastianelli

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