Il Messaggero scavalca la Procura e trova il responsabile della mancata evacuazione del municipio: il comandante dei vigili. Un’accusa che, a oggi, non tiene. Ecco perché

Un berretto a terra tra le macerie del municipio racconta più di una storia. Il berretto è quello del comandante della polizia locale di Rocca di Papa, Fabrizio Gatta. Le macerie sono quelle dell’esplosione avvenuta il 10 giugno che ha danneggiato il municipio, altri edifici privati, provocato 15 feriti (tra cui lo stesso comandante) e due morti (il sindaco Crestini e il delegato Eleuteri). Il berretto a terra dice anche un'altra cosa: che nel momento dell’emergenza il comandante della polizia locale era presente per svolgere il suo dovere. Il tutto contrasta con l’articolo di ieri del Messaggero (ed. Roma) di Chiara Rai, che evidentemente ha deciso di passare dalla cronaca dei fatti alle sentenze già emesse, essendo incentrato quasi esclusivamente sulle responsabilità che il comandante Gatta avrebbe avuto nella mancata evacuazione dell’edificio e delle zone circostanti. La Rai, purtroppo, non spiega come sia arrivata a tale conclusione, dando per scontato che il comandante dei vigili fosse anche colui che avrebbe dovuto ordinare l’avvio del piano di evacuazione. A tal proposito si segnala la ferma presa di posizione dell’Associazione della polizia locale comandi del Lazio, che in una nota evidenzia che “la Procura della Repubblica di Velletri, titolare delle indagini, tutt’ora in corso, ha iscritto sul registro degli indagati a tutt’oggi unicamente i due titolari della ditta e un geologo, che con le loro manovre hanno causato (involontariamente) il danno alle tubature del gas, mentre ha sentito decine di dipendenti comunali (tra cui Gatta ed altri colleghi presenti sul posto) e molti cittadini che erano sul posto a vario titolo, solo come persone informate dei fatti. Senza attendere le conclusioni dell'indagine, l'autrice dell'articolo trova un colpevole.

 

L'ARTICOLO DEL MESSAGGERO

E IL RUOLO DEL COMANDANTE GATTA

 

Perché, dunque, Il Messaggero ha deciso di mettere sul banco degli accusati proprio Fabrizio Gatta? Non lo sappiamo ma sarebbe interessante conoscere la fonte della giornalista visto che nelle dichiarazioni generiche del Procuratore di Velletri, Francesco Prete, riportate nell’articolo («Data la dinamica dei fatti posso confermare che il quesito sul fatto se ci sia stata una sottovalutazione dell’allarme ce lo siamo posto e siamo intenzionati a cercare delle risposte in questo senso anche attraverso le indagini che proseguono serrate per accertare altre eventuali responsabilità»), non si evince quanto poi riportato e sintetizzato nel titolo a tutta pagina: «Esplosione a Rocca di Papa, un vigile sotto accusa: Sottovalutò l’allarme». Un titolo che va ben oltre quelli del 12 e del 13 giugno, sempre del Messaggero, subito dopo la tragedia: «Rocca di Papa, tre indagati. Il Comune finisce nel mirino», e «Rocca di Papa, il caso degli allarmi mancati: Esplosione evitabile».

 

LA MANCATA EVACUAZIONE

Il fatto certo è che l’evacuazione non c’è stata. Ed è stato questo ad aver provocato i due decessi e i 15 feriti. Un altro fatto certo è che, stando alle dichiarazioni dello stesso Fabrizio Gatta rilasciate a Castellinotizie.it il giorno dopo l’accaduto, nessuno aveva impartito l’ordine di far evacuare l’edificio e l’intera zona. È quindi possibile che la fonte della giornalista del Messaggero non sia la procura? Anche in questo caso non lo sappiamo ma sarebbe interessante saperlo.

 

INTANTO L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE TACE

Forse l’eccessiva voglia di scoop di Chiara Rai, che pure è un’ottima giornalista, potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Chiara Rai da qualche mese, tra le altre cose, è anche la corrispondente del Messaggero per la zona di Rocca di Papa e in poco tempo è diventata la referente privilegiata dell’amministrazione comunale e dei politici. Dopo il suo articolo un po’ tutti (cittadini, colleghi e, come visto, la stessa Associazione polizia locale comandi del Lazio) hanno manifestato la loro solidarietà al comandante Fabrizio Gatta per essere stato messo sul banco degli accusati senza alcuna prova (giornalisticamente parlando) tangibile. Tutti tranne l’amministrazione comunale. La vicesindaco Cimino se ne è guardata bene dal difendere il suo comandante, così come il resto degli assessori. La sensazione che hanno in molti è che si stia cercando un capro espiatorio. Ma pensare di poter scaricare la responsabilità più grande, cioè la mancata attuazione del piano di evacuazione, sul comandante della polizia locale di Rocca di Papa appare quantomeno anomalo visto che nel momento dell’esplosione dentro il municipio c’erano anche il sindaco Crestini, la stessa vicesindaco Cimino e altri assessori. Oltre agli addetti comunali alla sicurezza.

 

TUTTO RUOTA INTORNO A UNA PAROLA: "ORDINARE"

La domanda, quindi, è sempre la stessa: chi aveva (ed ha) il compito di ordinare l’evacuazione dello stabile in caso di emergenza? Non ci risulta che tale ordine lo possa dare il comandante dei vigili, il quale tutt’al più può solo dare attuazione al piano di evacuazione dopo aver ricevuto un ordine specifico. Ma quest’ordine c’è stato oppure no? Questa è la domanda che noi giornalisti dovremmo farci e fare. Il comandante Gatta ha già risposto: "Ci hanno detto di spegnere tutti gli interruttori del municipio ma un ordine di evacuazione vero e proprio non c'è stato".

 

In base alle informazioni in nostro possesso tale ordine non c’è mai stato. Ecco perché aver messo sul banco degli accusati il comandante Fabrizio Gatta è apparso non solo prematuro ma anche inopportuno, visto che le indagini sono ancora in corso.

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