Approvata la legge regionale (proposta dal M5s) che risana le aree a rischio ambientale: se la politica non dorme monte Cavo potrà essere salvato e restituito alla sua integrità

Per chi ha a cuore l’ambiente quella di oggi può diventare una giornata storica. È stata approvata dal consiglio regionale del Lazio la proposta di legge n. 124 dal titolo: “Disciplina delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale”. Una proposta che porta la firma del consigliere dei cinque stelle, Marco Cacciatore, unitamente a quelle di tutti i consiglieri pentastellati a cui si sono aggiunte quelle della Lista civica Zingaretti e di Eleonora Mattia del partito democratico. L’obiettivo delle nuove norme è quello di tutelare soprattutto quei territori già pressati da situazioni critiche dal punto di vista ambientale e la legge approvata avrà proprio questo compito: disciplinare l’individuazione delle aree a elevato rischio ambientale e individuare le misure per eliminare o ridurre i fenomeni di inquinamento e di squilibrio ambientale, attraverso specifici piani di risanamento.

 

LE AREE A RISCHIO AMBIENTALE:

IL CASO DI MONTE CAVO

Come individuare le aree a rischio ambientale? Devono avere queste caratteristiche: presentare gravi alterazioni degli equilibri ecologici del suolo e del sottosuolo, nell’atmosfera, nelle acque superficiali e sotterranee e/o un’elevata concentrazione di stabilimenti industriali con possibilità di incidenti rilevanti. Caratteristiche che sembrano calzare perfettamente all’area di monte Cavo a Rocca di Papa, dove da oltre 40 anni si attende che lo Stato nella sua interezza (Comune, Regione e Ministeri) diano attuazione alla delocalizzazione di decine di tralicci radio-tv che non solo hanno deturpato l’ambiente e il paesaggio, rendendo la vetta un luogo insalubre e nocivo, ma hanno anche determinato un grave danno a livello turistico e quindi economico. E dove, malgrado ci sia la più alta concentrazione europea di impianti di radiodiffusione, non esisterebbe alcun piano di sicurezza in caso di incidenti.

 

COME FUNZIONA LA NUOVA LEGGE REGIONALE
Per ciascuna area dichiarata a elevato rischio di crisi ambientale, la Regione dovrà approvare un piano di risanamento individuando le misure urgenti per rimuovere le situazioni di rischio e le misure per avviare la riqualificazione dell’area.

 

Il monitoraggio delle aree sarà effettuato dall’Arpa Lazio (Agenzia regionale per la protezione ambientale), dalle ASL (Aziende sanitarie locali) territorialmente competenti, dalla Città metropolitana di Roma e dalle altre province. Per finanziare l’attività dell’Arpa, la legge stanzia 100mila euro per ciascuna annualità 2020 e 2021. Per quanto riguarda invece le risorse economiche a sostegno degli interventi previsti dalle nuove norme è previsto lo stanziamento di 500mila euro nel biennio.

 

Come detto, è una legge che si adatta perfettamente alla situazione di monte Cavo e su cui l’amministrazione dovrebbe fare subito i primi passi mettendo in pratica un vero e proprio piano di risanamento ambientale.

 

Il presidente della X commissione regionale, Marco Cacciatore, dicendosi soddisfatto per l’approvazione della legge, ha poi dichiarato che «il diritto a un ambiente salubre è stato finalmente posto al centro dell’azione politica. È una legge che ho proposto - ha poi aggiunto - ma non siamo maggioranza, per cui in verità mi dichiaro non del tutto soddisfatto. Purtuttavia è un risultato che, benché minimo, mi sento di dovere ai territori, alle comunità e alle persone per cui sono qui. Se si continua così, allora vorrà dire che veramente questa legislatura, nata anatra zoppa, zoppica dalla parte giusta».

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Andrea Sebastianelli
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