Esplosione del 10 giugno, il Comune nomina l’Ing. Bruno quale perito per stabilire le cause della tragedia. Affiancherà il tecnico della Procura

Saranno i periti a stabilire le cause che lo scorso 10 giugno hanno provocato l’esplosione presso il municipio di Rocca di Papa causando la morte del sindaco Emanuele Crestini e del delegato Vincenzo Eleuteri. Il Comune di Rocca di Papa, privo della sua sede storica diventata inagibile e posta sotto sequestro preventivo dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha deciso di nominare quale perito di parte l’ingegnere veliterno Marino Vito Bruno, il quale dovrà affiancare il perito nominato dalla stessa procura negli accertamenti tecnici.

 

Un perito è stato nominato anche dalla Tecnogeo Sas di Monte San Giovanni Campano (Fr), la società esecutrice degli scavi e il cui titolare, Norman Abballe, unitamente al fratello geologo Emiliano e a un altro geologo romano, Leonardo Nolasco, sono indagati per duplice omicidio colposo, disastro colposo e lesioni per le persone rimaste gravemente ferite.

 

Un perito dovrebbe essere stato nominato anche dall’Italgas che a Rocca di Papa gestisce il servizio di fornitura del gas metano e che la mattina del 10 giugno aveva inviato sul posto alcuni suoi tecnici dopo il danneggiamento di una conduttura durante i lavori di scavo per la messa in sicurezza delle cavità del centro storico.

 

Il consulente tecnico nominato con determinazione n. 582 del 19 giugno scorso dal Responsabile del settore lavori pubblici Luigi De Minicis, per un costo di circa 19mila euro, dovrà dunque affiancare il perito nominato dalla Procura, l’Ing. Lucio Pinchera, incaricato di svolgere misurazioni sotterranee con un geolocalizzatore per individuare sia il punto in cui era in corso lo scavo sia quello in cui era situata la conduttura per la distribuzione del gas da cui è partita la fuoriuscita che ha provocato l’esplosione. La Procura ha nominato anche un perito informatico, Massimo Graziani, che dovrà analizzare i cellulari dei tre indagati e di altre persone coinvolte, al fine di accertare con precisione tutte le comunicazioni intercorse prima, durante e dopo la rottura della conduttura e la conseguente esplosione.

 

L’edificio comunale e quelli privati danneggiati continuano a restare sotto sequestro preventivo fino al termine dell’indagine.

 

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