Per la rinascita culturale di Rocca di Papa servono idee di alta qualità e persone in grado di realizzarle

July 16, 2019

La Regione Lazio ha recentemente pubblicato l’elenco delle manifestazioni culturali che rientrano nel programma “L’estate delle meraviglie”. In totale l’ente regionale ha finanziato 155 eventi in 55 comuni tra cui spicca l’assenza di Rocca di Papa. Qui emerge la questione più spinosa per un comune di quasi 20mila abitanti che, dopo la tragedia del 10 giugno (ma bisogna dirlo chiaramente: non è che prima la situazione fosse migliore), ha assoluto bisogno di una programmazione culturale frutto di progetti innovativi in grado di attirare turisti da fuori. Sono ovviamente importanti anche le recenti iniziative realizzate dall’associazione commercianti che è riuscita a mettere in piedi alcuni eventi incentrati sulla storia locale e che hanno attratto molti roccheggiani. Il punto, però, resta la programmazione, cioè la capacità di inventare e promuovere eventi capaci di portare a Rocca visitatori esterni, senza i quali il paese è destinato ad agonizzare.

 

Possibile che l’amministrazione comunale, unitamente alla proloco cittadina e ad altre associazioni esistenti non sia stata in grado di produrre anche un solo progetto così da essere inserito nella programmazione regionale dei festeggiamenti? Possibile che Nemi, Ariccia, Velletri, San Cesareo (Festa dello street food), Zagarolo, Capranica (con uno spettacolo del "roccheggiano" Nando Citarella), Formia, San Felice Circeo, Sermoneta, Priverno, Ferentino, Castel Sant’Angelo, Castelnuovo di Porto, Segni, Artena, Trevignano, Cerveteri, Vivaro Romano, Palestrina, Civita Castellana, San Giovanni Campano e Atina riescono ad elaborare progetti di qualità mentre Rocca di Papa vivacchia sperando in qualche contributo sporadico per finanziare le solite feste tra paesani?

 

Nel settembre del 2017 si tenne a Rocca di Papa, presso il Museo Geofisico, il seminario “Potenzialità e sviluppo turistico del territorio tra natura, cultura e gastronomia” finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito dell’avviso pubblico “Valorizzazione e promozione turistica dei Borghi del Lazio”. Il progetto mirava a sviluppare interventi per valorizzare le risorse storiche, naturalistiche ed enogastronomiche di tre borghi (Rocca di Papa, Rocca Priora e Monte Porzio), con tratti caratteristici distinti ma tra loro collegati. A Rocca di Papa, due anni dopo, che cosa ha prodotto questo seminario? Nulla. Solo tante chiacchiere e pochi risultati in termini di turismo ed economia.

 

Qualche settimana fa la Regione Lazio ha versato al Comune un primo contributo di 50.000 euro finalizzato esclusivamente ad organizzare eventi nell’ambito della cosiddetta “zona rossa” (quella che ha maggiormente subito, direttamente o indirettamente, i danni dell’esplosione). Come intende utilizzare questi soldi l’amministrazione? Sarebbe il caso di coinvolgere non solo le associazioni che da almeno un decennio detengono l’organizzazione di manifestazioni ed eventi con risultati piuttosto modesti, ma allargare il tutto alle idee (anche di singole persone) in grado di far tornare Rocca di Papa al centro delle proposte culturali della provincia di Roma. Ben vengano, dunque, questi contributi dalla Regione determinati dall’emergenza ma una cittadina come la nostra dovrebbe far da se senza aspettare contributi pubblici, avendo le potenzialità, le bellezze archeologiche, ambientali e storiche per elaborare progetti di alta qualità. Cosa che aspettiamo ormai da troppo tempo visto che la gestione degli eventi portata avanti fino a oggi ha mostrato lacune e incapacità che hanno contribuito ad affossare ulteriormente il già precario programma degli eventi che non hanno prodotto in questi ultimi anni né crescita economica, né rilancio dell’economia, né ritorno del turismo.

 

Servono persone in grado di elaborare progetti veri, credibili e finanziabili in  grado di attrarre turisti. Se non lo si vuole capire Rocca di Papa è destinata a chiudersi sempre di più in se stessa in un vortice di decadenza senza fine.

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