Quello che la Cimino non ha capito: ancora qualche mese e il paese rischia di piombare in una crisi di sistema senza precedenti

July 16, 2019

L’attacco lanciato oggi dalla vicesindaco di Rocca di Papa, Veronica Cimino, contro la Regione Lazio rea di non inviare i soldi promessi è la cartina di tornasole dell’incapacità di questa maggioranza a governare il paese anche dopo la tragedia del 10 giugno. Le parole della Cimino, diventata nel frattempo esponente di spicco della Lega, hanno una sola finalità: fare politica in vista delle elezioni che si terranno fra meno di dieci mesi. Dopo la morte del sindaco avevamo auspicato le dimissioni della Cimino e l’arrivo di un commissario proprio per questo motivo: gestire un momento tanto drammatico è cosa complessa e necessita di un’autorità non solo in grado di tenere unito l’intero paese (cosa che la Cimino non riesce a fare, impegnata com’è a stare sempre da sola al centro dell’attenzione grazie a un ufficio stampa comunale che, anche dopo la tragedia, ha continuato a fare propaganda) ma anche con poteri in grado di derogare alcune norme così da rendere più veloci le decisioni da cui dipende il rilancio immediato di una cittadina di quasi 20mila abitanti.

 

LA CIMINO E IL TRAFFICO DEI CONTRIBUTI

Ma che cosa credeva la Cimino? Che il suo ruolo sarebbe diventato quello di fare il "vigile urbano" dei contributi che sarebbero arrivati a Rocca di Papa? «Quanto è arrivato oggi? Un milione di euro? Benissimo»; «Quanto arriverà domani dalla Prefettura? Un altro milioncino? Benissimo!»; «E dal ministero degli interni ancora niente? Dovevano arrivare due milioni. Quando arriveranno?». «E dall’Europa nessun bonifico? La candidata della Lega aveva promesso qualche milioncino. Non è ancora arrivato?». Siamo alla follia!

 

In questa fase Rocca di Papa avrebbe bisogno di qualcuno in grado di andare a dialogare con gli enti superiori e non certo di attaccarli in modo irrazionale e controproducente, capace di confrontarsi e avanzare proposte fattibili e realizzabili, determinata nell’ottenere la risoluzione di questioni ritenute urgenti anziché piagnucolare e fare un comunicato per dire che la Regione è cattiva perché i soldi già stanziati non arrivano. Tutto questo, diciamocelo francamente, è puerile.

 

IL RUOLO DELLA REGIONE LAZIO

La giunta ora guidata dalla Cimino, peraltro, sta raccogliendo ciò che ha seminato negli ultimi tre anni, cioè quasi nulla, visto che l’emblema di quest’amministrazione resta il muro di via Frascati crollato nel dicembre del 2017 e rimasto in questo stato fino a oggi. La Regione Lazio, bisogna riconoscerlo, ha prodotto in tempi brevi, cioè 11 giorni dopo l’esplosione, un decreto per chiedere al governo il riconoscimento dello stato di calamità. Atto fondamentale per accedere a finanziamenti specifici che però richiedono tempi non proprio brevi. Non solo, lo scorso 24 giugno Zingaretti ha prodotto una delibera per stanziare un milione di euro per i primi interventi di ripristino del municipio, della scuola, degli edifici privati e  per l’organizzazione di eventi nel centro storico anticipando lo stanziamento di 300.000 euro. La Cimino lamenta che questi soldi, seppure già stanziati, non sono ancora materialmente disponibili. Un’accusa piuttosto infantile visto che gli enti pubblici impiegano sempre qualche settimana per rendere una somma immediatamente disponibile (e il Comune dovrebbe saperne qualcosa).

 

LA CIMINO DALLA RAGGI...

SENZA CALCAGNI MA CON IL CONSULENTE!

D’altronde è la stessa Cimino che, invitata al Campidoglio dalla Raggi dopo la tragedia, invece di coinvolgere nella delegazione roccheggiana anche il presidente del consiglio comunale (atto quasi scontato) preferì invitare addirittura un consulente esterno del Comune. Ma non Massimiliano Calcagni.

 

Ma c’è di più: in questo frangente il Comune di Rocca di Papa ha potuto contare sull’arrivo di un comandante della polizia locale e di due agenti capitolini grazie alla tanto vituperata sindaca di Roma, Virginia Raggi. A costo zero: cioè sono stipendiati dai cittadini romani. Motivo per cui la Cimino ha sospeso il concorso già in fase avanzata per scegliere il nuovo comandante. Ma questo la Cimino non lo dice. Invece in queste settimane drammatiche se c’è stato qualcuno che ha ulteriormente gravato sulle casse comunali è stata proprio la Cimino che ha nominato un nuovo assessore (Montalto al bilancio), la cui utilità è francamente poco comprensibile in questa fase.

 

CHE FINE HA FATTO IL CONSIGLIO COMUNALE?

NON C'È... C'È SOLO LA CIMINO!

Ma non è finita: invece di convocare subito un consiglio comunale “simbolico” (magari in piazza Margherita, aperto ai cittadini) al fine di  coinvolgere maggioranza e opposizione in una linea comune sulle cose da fare e sulle decisioni da prendere in questi mesi che ci separano dalle elezioni, ha preferito diventare l’unica protagonista del governo cittadino, sperando così di costruirsi una posizione di rendita per le prossime elezioni. Questo significa anche che la Cimino dà l’impressione di non aver capito davvero ciò che Rocca di Papa sta vivendo e le difficoltà che si trova ad affrontare. Ancora qualche mese e il paese rischia di piombare in una crisi di sistema senza precedenti.

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