Il dopo Crestini scatena la guerra per la successione: la politica è già in campagna elettorale

July 19, 2019

Nella giunta comunale di Rocca di Papa e nell'ambito della sua maggioranza il clima si starebbe surriscaldando. La recente ri-nomina ad assessore al bilancio dell’ex assessore ai servizi sociali Paolo Montalto (la cui delega gli venne ritirata dal sindaco Crestini un anno fa per far posto a Danilo Romei), sarebbe la fatidica goccia che fa traboccare il vaso. Una decisione che non sarebbe stata digerita da alcuni esponenti. Sotto accusa è finita ovviamente la vicesindaco facente funzioni Veronica Cimino, trovatasi a gestire in prima persona la complessa macchina amministrativa dopo la morte di Crestini. La nomina di Montalto avrebbe infastidito in particolar modo il consigliere delegato Paolo Gatta (il vendicatore di chi ha osato criticare il defunto sindaco) che in più di un’occasione avrebbe manifestato il proprio disappunto.

 

MAGGIORANZA A BRIGLIE SCIOLTE

Questo sta a significare che l’improvvisa scomparsa di Crestini ha aperto delle profonde crepe in seno alla maggioranza che, essendo composta da esponenti di differente estrazione politica, sta ora cercando di ritrovare la sua identità in previsione della tornata elettorale che dovrebbe tenersi tra maggio e giugno del 2020. Una maggioranza talmente variegata che Crestini riusciva a tenerla insieme solo grazie a una gestione a briglie strette così da tenere sotto controllo tutto e tutti, pena espulsione ed esclusione dalle scelte. Non essendoci più il suo pugno di ferro, ognuno cerca di sgomitare perché in gioco vi è il futuro politico di ciascuno, timoroso di essere stato solo una meteora nella storia politica cittadina.

 

LA CORSA ALLA POLTRONA DI SINDACO

A dettare l'agenda è la candidatura a sindaco nella primavera del 2020. Candidatura a cui la Cimino sembrerebbe averci fatto la bocca. Ma chi sta dalla parte dell'attuale vicesindaco? È difficile rispondere a questa domanda visto che molti consiglieri preferiscono stare alla finestra in attesa che le forze in campo diventino più definite. Certo è che i suoi maggiori antagonisti sembrano essere l’assessore ai lavori pubblici, Gianluca Zitelli, e il consigliere delegato Paolo Gatta, il quale da tempo ha avviato un flert con il partito democratico che Gatta ha appoggiato anche alle ultime elezioni europee a differenza della Cimino che ha sostenuto apertamente la candidata della Lega. La stessa Lega a cui guarda (ma forse un po' meno) anche l'ex portavoce Massimiliano Calcagni (attuale presidente del consiglio comunale), defenestrato dai soliti giochi di potere ma con un seguito locale con cui, piaccia o no, bisognerà fare i conti.

 

Questo ci dice anche un’altra cosa: che dopo un mese, al di là delle parole di circostanza, Crestini rappresenta già il passato e la politica non sembra intenzionata a fermarsi davanti a niente e a nessuno: conquistare la guida di Rocca di Papa fa gola a molti.

 

ANCHE IL PD È TORNATO A SCALPITARE

La corsa per la poltrona di sindaco è cominciata anche nell’opposizione, a cominciare dal Pd, dove sarebbe già in atto lo scontro per stabilire chi dovrà essere il candidato sindaco di una lista civica allargata al centrosinistra. Silvia Sciamplicotti (l’unico esponente del partito a sedere in consiglio comunale) avrebbe già manifestato la propria disponibilità, ma deve superare le resistenze della cosiddetta vecchia guardia (Pasquale Boccia e Maurizio Querini in primis) che ormai è in fase di rientro, e dello stesso Paolo Gatta (sempre il vendicatore di chi ha osato criticare il defunto sindaco) che potrebbe contare sull’appoggio di Maurizio De Santis che da almeno un decennio cerca di imporre un suo candidato sindaco. Non riuscendoci. A sostenere quest'inciucione ci sarebbe anche il piddino Toppi che da Frascati sembra aver trovato in Rocca di Papa il terreno dove impostare le sue strategie. Senza dimenticare la consigliera Elisa Pucci che attraverso un'intervista ha recentemente aperto il confronto nel centrosinistra sul futuro di Rocca di Papa tralasciando però un piccolo particolare: il suo processo per falso in atto pubblico. Un particolare non proprio trascurabile.

 

L’unica cosa certa a questo punto è che stanno emergendo le solite logiche politiche. Le stesse che in un quindicennio hanno distrutto, dal punto di vista socio-economico e ambientale, un paese come Rocca di Papa, passato in pochi anni dall’essere un centro turistico di primo piano a dormitorio in una perenne crisi da cui nessuno sembra avere la soluzione per uscirne. Insomma, in questa difficile e complicata fase Rocca di Papa ha bisogno di tante cose ma non certo di candidati improvvisati (più o meno noti) e di progetti campati in aria o legati ai soliti poteri economici locali. Servono persone autorevoli in grado di dire anche qualche no, che abbiano in mente progetti solidi e concreti e, soprattutto, che sappiano fare i conti con la realtà drammatica di oggi. Progetti cioè in grado di indicare una strada fattibile di rinascita. Ma viste le figure finora in campo non c’è da essere troppo ottimisti.  

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