Lo scandalo dei debiti fuori bilancio (90.000 euro) pagati senza battere ciglio

August 8, 2019

PREMESSA PER I LETTORI:

VISTO L'ARGOMENTO TRATTATO È UN ARTICOLO UN PO' LUNGO MA LEGGETELO CON ATTENZIONE FINO ALLA FINE. COME DICEVA LUIGI EINAUDI (SECONDO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA): "PRIMA CONOSCERE, POI DISCUTERE, POI DELIBERARE". COSA CHE I NOSTRI AMMINISTRATORI, IN QUESTO CASO, NON SEMBRA ABBIANO FATTO.

 

L’ultimo riconoscimento di debiti fuori bilancio (90.000 euro), votato dall’amministrazione ora targata Cimino, per un periodo compreso fra gli anni 2013 e 2016, meriterebbe una lente d’ingrandimento grossa come una parabola. Il consiglio comunale, infatti, lo scorso 6 agosto ha dato il via libera ai pagamenti che riguardano una serie di lavori che sarebbero stati eseguiti da 9 ditte locali (vedi tabella) e per i quali (a parte rari casi) non esisterebbero né impegni di spesa, né solleciti di pagamento, né fatture emesse nel periodo esaminato. «Non c’è niente. Niente!» ha detto in consiglio comunale la stessa Laura Fico, presidente della commissione bilancio. Salvo poi votare a favore «perché anche se non c’è niente noi ci fidiamo della parola del nostro tecnico».

 

LA RELAZIONE DELL'ING. DE MINICIS

Il tecnico è l’Ing. Luigi De Minicis (quello della convenzione siglata con la pseudo fondazione che avrebbe voluto regalarci 2,5 milioni di euro per la scuola), responsabile del settore lavori pubblici del Comune, il quale il 19 luglio scorso (cioè in piena emergenza post-esplosione!) ha presentato  una “Relazione istruttoria per lavori e forniture effettuate negli anni 2014-2015-2016 e in assenza di regolare impegno di spesa”. In verità c’è anche un lavoro risalente al 2013, cioè 6 anni fa, ma andiamo oltre. Da questa relazione apprendiamo che il 20 luglio 2018 il Comune ha convocato alcune ditte locali per appurare l’esecuzione di alcuni lavori eseguiti. Verrebbe subito da chiedere: ma se non c’era nessun impegno di spesa perché convocare ditte che, stando alla relazione, non avevano nemmeno sollecitato il pagamento? Il 20 luglio, insomma, De Minicis riceve i rappresentanti delle ditte edili Pucci Stefano, Edil Lupi, Lacana Giuliano e della Metalfaete (fabbro).

 

Poi, non si sa come (perché la relazione non lo spiega) ma forse perché nel paese le ditte hanno cominciato a scambiarsi informazioni dicendo che il Comune era disposto a pagare, fra il 7 e il 29 novembre 2018 altre ditte si presentano spontaneamente negli uffici per chiedere il pagamento di una serie di lavori effettuati anche 4 o 5 anni fa. Tutti lavori d’urgenza sia chiaro (anche se è difficile parlare di urgenza quando si devono sostituire delle maniglie! Ma così funziona da noi!). In questi incontri ognuno presenta i suoi preventivi protocollati a suo tempo (alcuni corredati da un semplice scarabocchio che, a loro dire, proverebbe il visto del Comune), ognuno rivela il nome di chi aveva commissionato verbalmente i lavori (quasi sempre i tecnici del Comune), i tecnici a loro volta confermano di averli commissionati e la relazione è fatta: via libera al pagamento.

 

NESSUN IMPEGNO DI SPESA

Ovviamente qui ci troviamo di fronte a tutte persone e ditte perbene ma una pubblica amministrazione non può limitarsi ad accettare e accertare acriticamente le versioni di chi asserisce di aver eseguito dei lavori e di chi dice semplicemente che, sì, sono stati eseguiti. Caro Ing. De Minicis, ma non le è venuto in mente di chiedere ai tecnici comunali spiegazioni sul perché non sono mai stati prodotti i relativi impegni di spesa, magari non subito ma qualche giorno dopo l’esecuzione dei lavori? E perché non ha domandato alle ditte locali: ma voi perché non avete scritto al Comune per sollecitare questi pagamenti visto che di anni ne sono passati tanti? Perché ve ne siete ricordati solo oggi?

 

Non solo, nella relazione prodotta dal Responsabile dei lavori pubblici, non si fa alcun riferimento (a parte un paio di casi) alle fatture emesse dalle ditte. Significa forse, come ha detto la consigliera Fico in consiglio comunale, che non ci sono? Come è possibile dunque liquidare 90.000 euro di lavori per i quali esisterebbero solo le dichiarazioni di chi li avrebbe eseguiti e di chi li avrebbe verificati? Il tecnico che accerta l’effettiva esecuzione di un lavoro non redige un verbale? Lo fa a voce? E se ditta e tecnico si mettono d’accordo per spartirsi il bottino? Non è certamente il caso di Rocca di Papa, essendo tutte ditte serie, ma che un’amministrazione non si ponga la questione, appare davvero molto grave.

 

LA (GIUSTA) RICOGNIZIONE DI ROSSETTI

E IL RUOLO PASSIVO DEI POLITICI

Appare ancora più grave perché tra il 2016 e il 2017 l’assessore al bilancio Vincenzo Rossetti (poi defenestrato dal sindaco perché voleva incassare l’Imu degli antennari fino al 2016) portò in consiglio l’approvazione di un documento relativo alla ricognizione di tutti (tutti!) i debiti fuori bilancio relativi alla precedente amministrazione, affermando che in questo modo si sarebbero sanate tutte le spettanze frutto di un’amministrazione dissennata e improvvisata (usò su per giù queste parole). Perché i tecnici non inserirono in quel momento i lavori spuntati fuori oggi ma risalenti al periodo fra il 2013 e il 2016? Non lo sappiamo perché la Fico e il neo assessore al bilancio, Pier Paolo Montalto, non lo hanno spiegato.

 

L’aspetto più deprimente in tutta questa vicenda, infatti, sono proprio i politici che dovrebbero amministrare Rocca di Papa per fare gli interessi dei cittadini. Dire in consiglio, come ha fatto la Fico, che loro hanno dei dubbi su questi lavori ma non possono non prendere per buona la relazione dell’Ing. De Minicis, è un vero e proprio insulto. Cara presidente della commissione bilancio, inviare tutto alla Guardia di finanza per le opportune verifiche e approfondimenti non le è passato proprio per la testa? A quanto pare no, meglio pagare, tanto dopo c’è la Corte dei conti che controlla. Ma prima della Corte dei Conti, dovrebbe essere l’amministrazione in carica a tutelare i cittadini.

 

IERI COME OGGI: FUNZIONA COSI'

Un’ultima postilla riguarda l’intervento di un altro consigliere di maggioranza, Paolo Gatta, il quale ci ha tenuto a sottolineare che tutti questi debiti fuori bilancio sono frutto di un modus operandi della precedente amministrazione che affidava lavori a voce, senza gara e senza criteri oggettivi. È sicuramente come dice il consigliere (noi del Segno lo abbiamo sempre scritto) ma ha omesso un particolare che purtroppo nessuno dell’opposizione ha rilevato: tra i debiti fuori bilancio ce n’è uno di 7.400 euro per alcuni lavori chiesti a voce dal sindaco Crestini (così è scritto nella relazione di De Minicis).

 

Come vede, caro consigliere Gatta, passano gli anni, cambiano i politici, ma i metodi adottati sono sempre gli stessi. E se ci trovassimo di fronte a una sorta di mancia elettorale a favore di ditte locali in vista delle elezioni della prossima primavera? Da almeno vent’anni i lavori pubblici a Rocca di Papa ruotano sempre intorno alle stesse ditte e agli stessi tecnici. Non sarebbe il caso di porre sull’intero settore una lente d’ingrandimento?

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Andrea Sebastianelli
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