È venuto a mancare Eugenio Ferrario: ci mancherà molto!

August 9, 2019

Abbiamo appreso con tristezza della morte di Eugenio Ferrario, presidente dell’associazione musicale dei Castelli Romani - Coro ottava nota (che aveva sede proprio a Rocca di Papa). Una morte improvvisa che lascia davvero senza parole. Eugenio era molto attivo nell’organizzazione di concerti che coinvolgevano i cori più importanti del panorama italiano e internazionale. Con Eugenio avevo un ottimo rapporto, non solo perché lui apprezzava molto il nostro giornale, ma soprattutto per la stima reciproca. Era ribelle, era uno spirito libero, proprio come noi del Segno. Ogni volta che mi informava su un concerto che stava preparando, gli chiedevo: «Ma dove la prendi tutta questa energia?». Eugenio era un fiume in piena e, come molte persone che danno lustro al nostro territorio, non trovava spazio negli eventi locali. Il motivo è chiaro: con la sua associazione, Eugenio promuoveva eventi di altissima qualità a cui non servivano i favori della pubblica amministrazione. Li organizzava con il suo lavoro e le sue fatiche senza chiedere niente. L’ultima volta era molto avvilito perché aveva proposto un concerto da tenersi a Rocca di Papa e si era sentito rispondere che se voleva organizzarlo doveva per forza inserire sulla locandina la dicitura “organizzato con il Comune di Rocca di Papa”. «Ma come? -mi disse- Facciamo tutto noi, non ci danno contributi né alcun tipo di aiuto e pretendono di mettere il loro simbolo sui manifesti?».

 

Perché la cosa straordinaria di Eugenio Ferrario è il fatto che riusciva a portare in Italia tra i cori più importanti del mondo. E lo faceva praticamente da solo. Alcuni di questi cori si sono esibiti anche a Rocca di Papa e, ogni volta, si rammaricava che nessuno dell’amministrazione comunale vi presenziava magari portando un semplice dono ai gruppi australiani o americani o inglesi che fossero. Io ho sempre trovato assurdo che iniziative di questo tipo venissero regolarmente ignorate (o addirittura snobbate) dall’amministrazione comunale. L'unica associazione locale con cui Eugenio aveva un rapporto privilegiato era l'Avis, insieme alla quale promuoveva concerti spesso legati al Natale.

 

L’altro torto di Eugenio era proprio quello di non far parte dei piccoli gruppi di potere locale, quelli che si spartiscono feste e festicciole. Era visto come un intruso. Recentemente era stato confermato presidente dell’associazione ed era molto soddisfatto di questo riconoscimento. Gli dissi: «Ma dove vuoi che lo trovino un altro presidente come te?». Lui sorrise e mi rispose: «Sì, ma comincio ad avere una certa età...».

 

Di lui conserverò sempre un bellissimo ricordo per la sua franchezza, la sua simpatia, la sua ostinazione e la sua umanità. Alla famiglia va un grande abbraccio da parte dell'intera redazione del Segno    

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