L'ordinanza della Cimino sulla scuola smaschera le bugie della Cimino (sulla scuola): non c'è nessuna autorizzazione per eseguire i lavori!

August 26, 2019

 

"Le bugie hanno le gambe corte!". Mia nonna ripeteva questa frase ogni volta che aveva il sentore che ne stavo dicendo una! Un detto popolare che cade a pennello nel caso dell'emergenza-scuola venutasi a creare a Rocca di Papa dopo la tragica esplosione dello scorso 10 giugno, costringendo 8 classi elementari del centro urbano a traslocare nell'edificio della scuola media che dunque si troverà a ospitare quasi 500 alunni (da 300 che ne aveva). Una decisione che ha provocato le giuste proteste di genitori e insegnanti che l'edificio di Poceck lo conoscono bene, presentando da anni numerose criticità (a cominciare dal gas radon a livelli più che preoccupanti).

 

La novità del giorno è l'ordinanza n. 84 firmata il 26 agosto 2019 dalla vicesindaco Veronica Cimino (che vi consiglio di leggere dall'inizio alla fine) Un'ordinanza arrivata dopo quasi tre mesi dal crollo del municipio, con cui finalmente l'amministrazione comunale prende atto che a Rocca di Papa esiste un'emergenza-scuola. Per comprendere la gravità di questo ritardo, basta pensare che l'ordinanza per ripristinare gli uffici comunali in altre sedi venne firmata dalla stessa Cimino pochi giorni dopo l'esplosione.

 

Ma l'aspetto più incredibile di questa recente ordinanza della Cimino è che mette in luce proprio l'inefficienza dell'amministrazione guidata dalla Cimino. Dalla stessa ordinanza, per esempio, apprendiamo che solo il 29 luglio (cioè un mese e mezzo dopo l'esplosione ben sapendo che le scuole sarebbero dovute riaprire il 16 settembre) si è tenuto un incontro presso il ministero dell'istruzione, durante il quale sono state "valutate tutte le ipotesi di possibili sedi alternative alla presenza di tutte le parti istituzionali coinvolte: vice sindaco reggente (Cimino), assessore alla pubblica istruzione (Danilo Romei), delegato alla scuola (Enzo Labasi), dirigente scolastica, dirigente del ministero e l'ufficio scolastico regionale per il Lazio (il provveditorato agli studi)".

 

Aspetto questo che contraddice la frase iniziale dell'ordinanza in cui si dice che "l'amministrazione comunale si è subito attivata al fine di esaminare e valutare le concrete possibilità di delocalizzazione delle attività scolastiche...". Si sono attivati talmente subito che l'ordinanza è arrivata solo il 26 agosto! Dopo due mesi, insomma, la Cimino, finalmente "rileva l'urgenza connessa alla necessità della ripresa immediata di tutte le attività scolastiche interrotte nel plesso scolastico del centro urbano". Ben arrivata a quello che genitori e insegnanti andavano dicendo da mesi! Ma questo è forse l'aspetto meno grave.

 

Che dire infatti del passaggio a pagina 3 dell'ordinanza in cui la Cimino conferma la "disponibilità manifestata dall'Istituto delle Suore d'Ivrea ad ospitare per l'anno scolastico 2019-2020 due classi dell'infanzia comunale"? Aggiungendo una breve postilla. Eccola: Le Suore d'Ivrea hanno manifestato questa volonta "nelle more di stipula di regolare convenzione che disciplini l'utilizzo dei suddetti locali e gli oneri e le competenze tra le parti coinvolte". Cioè il Comune (giustamente) dovrà sostenere i costi necessari per mantenere queste due classi all'interno di una struttura privata. Ma cara Cimino, non è stata lei in un'intervista a dire che non poteva sostenere i costi per le aule private dell'Istituto delle Suore tedesche perché si sarebbe configurato un danno erariale? Il problema è che lei sulla scuola ha raccontato talmente tante frottole da non ricordarsele più! Meno male che l'ordinanza di una certa Veronica Cimino pian piano le sta smascherando tutte!

 

Ma l'aspetto più grave contenuto in quest'ordinanza sta sempre a pagina 3, nel punto in cui la Cimino, in qualità di vicesindaco, "ordina la delocalizzazione provvisoria della sede del plesso scolastico della scuola dell'infanzia e della scuola primaria del centro urbano, per tutto l'anno scolastico 2019-2020 [...] all'interno del plesso scolastico dell'Istituto comprensivo L. Montanari - Scuola secondaria di primo grado". Ma l'ordine di spostarsi nell'edificio di Poceck -udite udite - avviene "nelle more dell'ottenimento di tutti i pareri e di tutte le autorizzazioni necessari in materia sanitaria e di edilizia scolastica". Cara Cimino ma si rende conto di quello che firma? Autorizza uno spostamento di 8 classi senza avere una benché minima autorizzazione! Questo spostamento viene ordinato dalla vicesindaco in attesa ("nelle more") di ricevere le autorizzazioni obbligatorie! Non so se ridere o piangere, ma visto che stiamo parlando di bambini quello che emerge è solo tanta rabbia osservando la leggerezza con cui l'amministrazione comunale ha gestito un'emergenza come quella della scuola inagibile del centro urbano.

 

Per questo appaiono addirittuta ironiche le conclusioni di quest'ordinanza, in cui la vicesindaco sembra volersi togliere ogni responsabilità sull'argomento (in altre parole: scaricare sui dipendenti comunali) ordinando "al Responsabile del settore lavori pubblici di completare in via d'urgenza i provvedimenti necessari a rendere fruibili e idonei le strutture individuate" per accogliere le 8 classi elementari. Cioè il 26 agosto la vicesindaco di Rocca di Papa ordina al suo settore comunale di dare avvio ai lavori necessari all'edificio di Poceck, lavori dunque non ancora iniziati mentre in un'intervista del 19 agosto a Castellinotizie.it aveva dichiarato che tali lavori erano già cominciati. Come diceva mia nonna Margherita: le bugie hanno le gambe corte!

 

Allo stesso modo la vicesindaco ordina "al Responsabile del settore socioculturale di completare tutti i provvedimenti necessari all'attivazione per l'anno scolastico 2019-2020 i servizi educativi del plesso centro urbano così come dislocati nei nuovi plessi". A questo punto, visto che la Cimino ordina a questo e a quello di fare questo e quello, viene da domandarsi: ma in due mesi che cosa ha fatto lei se solo il 26 agosto si è ricordata di emanare quest'ordinanza? Forse era troppo impegnata a riconoscere debiti fuori bilancio a favore di ditte private per 100.000 euro, ad approvare una delibera di giunta in piena emergenza (primi di luglio) dedicata al progetto da quasi 8 milioni di euro per una ditta privata che si occupa di energia, a prendere un contributo regionale per dare a Schiaffini (la ditta privata che si occupa di trasporto locale) un pulmino pagato coi soldi pubblici. Tra tutte queste priorità si era dimenticata proprio della scuola... Eppure la vicesindaco dovrebbe sapere che "le bugie hanno le corte corte". Anzi, cortissime!

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