Si può arrivare a 15 giorni dall'apertura delle scuole con un edificio ridotto in questo stato? La nostra inchiesta-shock

August 28, 2019

SI CONSIGLIA LA LETTURA DI QUESTA INCHIESTA GIORNALISTICA AI SOLI ADULTI PURCHÈ CONSAPEVOLI CHE DELLA VERITÀ NON BISOGNA MAI AVER PAURA. ALLA FINE DELL’INCHIESTA LE CONCLUSIONI AGGHIACCIANTI SULLO STUDIO CONDOTTO PRESSO LA SCUOLA MEDIA DAL DOTT. MARINELLI (SOLO PER STOMACI DAVVERO FORTI).

 

Partenza nel caos a Rocca di Papa per il nuovo anno scolastico che inizierà tra due settimane, il 16 settembre. La decisione della vicesindaco Veronica Cimino di allestire 8 classi elementari presso l'edificio di Poceck che ospita già le medie, vista l'inagibilità della scuola centro urbano, sta provocando molte polemiche. Il Comitato "Insieme per la scuola", costituito da genitori e insegnanti, contesta questa scelta per una serie di motivi, a cominciare da quello più rilevante: le condizioni in cui verte lo stabile di via Cesare Battisti che attende l'esecuzione di interventi ritenuti "urgenti" da almeno quattro anni (ma forse anche di più).

 

L'emergenza sorta a Rocca di Papa dopo la tragica esplosione del 10 giugno, infatti, ruota esclusivamente intorno a questa parola: urgenza. E a tale urgenza si riferisce l'ordinanza firmata pochi giorni fa (il 26 agosto) dalla vicesindaco reggente, in attesa delle autorizzazioni di Asl e vigili del fuoco, con cui è stato deciso si spostare le classi elementari del centro nel plesso delle medie, che dunque passerà dall'ospitare 300 alunni e quasi 500 (compreso corpo docente e assistenti scolastici). Il problema sta proprio qui: quest'ordinanza avrebbe avuto senso se fatta a pochi giorni dall'esplosione. In quel caso avrebbe avuto anche senso ordinare dei lavori in attesa delle necessarie autorizzazioni. Ma avendola firmata 77 giorni dopo il crollo del municipio, quando le autorizzazioni si sarebbero già dovute acquisire in urgenza (comprese le pre-autorizzazioni per i progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria), è la prova della sottovalutazione dell'amministrazione comunale rispetto all'emergenza scolastica in atto. Emergenza nota a tutti fin dal giorno dell'esplosione, visto che la scuola del centro urbano è stata subito chiusa perché posta sotto sequestro e ritenuta inutilizzabile.

 

Le ordinanze sono uno strumento che i sindaci utilizzano "nei particolari casi in cui, in sede locale, possano verificarsi pericoli imminenti ed attuali non altrimenti evitabili": sono, appunto, uno strumento d'urgenza per risolvere situazioni di carattere eccezionale e imprevedibile che non possono essere affrontate con gli strumenti ordinari offerti dall’ordinamento e che legittimano la pubblica amministrazione ad esercitare poteri fuori dall'ordinarietà. Ma nel caso dei lavori ordinati il 26 agosto dalla vicesindaco reggente all'edificio delle medie, c'è da dire che si tratta di interventi ordinari necessarida anni, ulteriormente accentuati dall'aumento esponenziale delle persone che per l'intero anno scolastico 2019-2020 vivranno gran parte della loro giornata dentro quell'edificio: circa 500.

 

ECCO LE CONDIZIONI (A OGGI)

DELLO STABILE DI POCECK

 

Quello che pubblichiamo di seguito (solo per stomaci forti!) è un album (certamente parziale) sulla condizione attuale in cui si trova l'edificio che dal 16 settembre diventerà omnicomprensivo di scuole elementari e medie.

L'ingresso presenta non poche criticità, a cominciare dalla mancanza di accesso pedonale e marciapiede che, stando alla normativa vigente (il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro: D.Lgs. n. 81/2008), sono elementi importanti soprattutto per strutture che ospitano bambini. Ma questo è forse l'aspetto meno grave.

Non mancano pali inutili ma ancora contenenti fili elettrici, non protetti nemmeno dalle intemperie.

Ma l'aspetto più grave è rappresentato proprio dalle condizioni della palazzina che su tutti i tre solai presenta il cemento armato deteriorato con i tondini di ferro (che di norma devono stare "nel" cemento) ormai arrugginiti e sottoposti alle intemperie.

Questa è la scaletta esterna che, in caso di evacuazione, potrebbe diventare una delle vie di fuga utilizzate dai bambini presenti nell'edificio (molti delle prime classi elementari) per portarsi in sicurezza. Ogni commento appare superfluo.

L'area del parcheggio posta sotto la scuola presenta questa situazione, con pietre divelte e manto stradale completamente sconnesso.

Ecco le condizioni della guaina di copertura della terrazza della "nuova" scuola elementare-media di Rocca di Papa. Si trova in questo stato da almeno 5 anni. Doveva risultare inagibile la scuola centro urbano per effettuare quest'intervento di messa in sicurezza?

Questo è l'esterno della palestra che, a causa dei livelli preoccupanti raggiunti dal gas radon, non potrà essere utilizzata dagli alunni nell'anno scolastico in corso.

Le rilevazioni di questo gas tossico vennero effettuata nel 2016, seguite proprio dall'attuale vicesindaco Cimino. Da tre anni si è in attesa dei relativi interventi di messa in sicurezza. In una recente intervista la stessa Cimino ha confermato che nell'anno in corso saranno effettuate nuove misurazioni che, oltre alla palestra, riguarderanno anche le aule delal scuola. Questo significa che nessuno in passato ha pensato di sottoporre l'intero edificio al controllo del radon.

 

L'interno, peraltro, si presenta in queste condizioni, con un soffitto che ha subìto i danni degli agenti atmosferici e della muffa, con il parziale distacco dell'intonaco.

 

LO STUDIO SHOCK DI CUI NESSUNO PARLA

Non abbiamo potuto verificare le condizioni all'interno dell'edificio delle aule rimaste chiuse per anni e che il 16 settembre saranno riaperte. Ma ricordiamo molto bene lo studio che nel 2012 il genetista Fiorello Marinelli (CNR) eseguì proprio in un'aula della scuola media per verificare gli effetti dell'elettrosmog di monte Cavo. Le conclusioni furono a dir poco drammatiche e sorprende il silenzio su questo argomento da parte delle istituzioni. Ecco che cosa rilevò il dott. Marinelli (anche in questo caso ci vuole uno stomaco forte).

 

 

Cara vicesindaco Veronica Cimino, lei manderebbe i suoi figli in una scuola con simili criticità?

 

 

 

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