Ecco i candidati che nel 2020 si contenderanno la carica di sindaco

September 2, 2019

IL PRIMO APPUNTAMENTO CON IL BORSINO DEI CANDIDATI

È partita la corsa per conquistare la poltrona di sindaco di Rocca di Papa, dopo la prematura scomparsa di Emanuele Crestini in seguito all’esplosione del 10 giugno scorso. Una tragedia le cui ripercussioni si sentiranno anche nei prossimi anni visto che la sede municipale resterà inagibile per molto tempo. Questa volta, dunque, i cittadini dovranno scegliere un candidato non solo in grado di gestire la drammaticità di questa situazione, ma che sia in grado anche di individuare le soluzioni a breve e a lungo termine in grado di rilanciare il paese (centro storico, commercio, ambiente scuola, ecc.). Un compito non facile. I grandi assenti in questa partita locale sono i partiti. Questo ovviamente favorisce l’individualismo, lasciando spazio a chi ritiene di avere le carte in regole per proporre la propria candidatura.

 

CIMINO PRONTA MA C'E' L'ALTERNATIVA: CINZIA BOTTI

 

Tra i candidati ci sarà sicuramente l’attuale vicesindaco Veronica Cimino, che guiderà una coalizione civica composta per lo più da esponenti vicini al centrodestra. Non a caso la Cimino fu una delle esponenti politiche locali più attive alle ultime elezioni europee a favore della Lega di Salvini. Con lei saranno schierati tutti gli attuali assessori e consiglieri di maggioranza. Questa lista civica si caratterizzerà soprattutto per la forte vicinanza al gruppo politico che fa capo a Gino Ferri, patron del ristorante La Foresta e la cui consorte, Cinzia Botti, è la portavoce locale della Lega.

 

A sostegno della Cimino ci potrebbero essere almeno cinque liste, tra cui una che cercherà di intercettare i voti di parte del Pd. Ma la Cimino deve fare i conti con altri esponenti della sua coalizione che scalpitano per avere un ruolo di peso, compresa la candidatura a sindaco. Sono quelli più critici su come la vicesindaco ha gestito, per esempio, l’emergenza della scuola dopo il crollo del 10 giugno. In caso di default della Cimino, potrebbero salire le quotazioni di Cinzia Botti. La partita, insomma, sarà tra loro due.

 

QUALCOSA SI MUOVE... ALL'INSAPUTA DEL PD

 

Il Partito democratico resta la grande incognita di queste elezioni perché sul territorio è praticamente inesistente. Stando ad alcune voci, candidato potrebbe essere Maurizio De Santis (già segretario dei Ds e assessore delle giunte Ponzo/Boccia e che sfidò in passato proprio Boccia con una lista civica).

 

De Santis potrebbe contare sull’appoggio del segretario locale del Pd, Massimo Litta. Ma De Santis dovrà fare i conti con Silvia Sciamplicotti, unica esponente istituzionale del partito in grado di riproporre la sua candidatura puntando sul fallimento dell’attuale maggioranza che aveva vinto le elezioni promettendo il cambiamento rispetto al passato.  

 

LA SINISTRA SI AFFIDA AD ELISA PUCCI?

 

A sinistra del Pd c’è il gruppo che fa capo a Leu-Articolo 1, rappresentato da Elisa Pucci, attuale consigliera comunale di minoranza. Le ultime voci vorrebbero lei come candidata a sindaco su proposta di due ex primi cittadini di Rocca di Papa, Carlo Ponzo e Pasquale Boccia. A supporto della sua candidatura ci sarebbe anche l’ex esponente Pd Roberto Barbante ma la Pucci potrebbe anche decidere di convergere in una lista con i consiglieri a lei più vicini in consiglio, Lorenzo Romei e Massimiliano Calcagni (presidente del consiglio comunale).

 

CALCAGNI E ROMEI INSIEME IN UNA LISTA?

 

Massimiliano Calcagni e Lorenzo Romei (tra gli esponenti più attivi del Consiglio comunale in carica) starebbero pensando a una lista civica unica in grado di raccogliere i consensi dei delusi dall’amministrazione targata Crestini-Cimino da cui provengono. Una lista civica che, contando anche sul supporto della ex consigliera Roberta Carnevali (defenestrata dalla maggioranza) potrebbe partire da un numero di voti non proprio insignificante visto che alle elezioni comunali del 2016 in tre presero quasi 700 preferenze. Un buon dato da cui partire.

 

Calcagni, a sua volta, potrebbe intercettare i voti dei simpatizzanti della Lega delusi dalla scelta fatta dal partito di togliere il ruolo di portavoce a Calcagni per darlo a Cinzia Botti senza alcuna motivazione credibile.

 

IN ASSENZA DEI PARTITI

CHI COLMA IL VUOTO?

Insomma, i nomi che girano in paese sono questi, e quello che emerge è comunque un vuoto politico rappresentato appunto dalla difficoltà che hanno i partiti tradizionali nel giocare un ruolo decisivo nella scelta del primo cittadino mentre una volta erano loro a decidere chi avrebbe fatto il sindaco. Ma oggi è tutto diverso.

 

FA CAPOLINO MASSIMO SABA

 

In questo vuoto, appunto, si stanno creando degli spazi politici che potrebbero diventare praterie. Nelle ultime settimane di agosto si è fatta sempre più insistente, per esempio, la voce che vorrebbe Massimo Saba candidato a sindaco di una coalizione che potrebbe contare su uno storico elettorato cattolico (che a Rocca resta piuttosto consistente) che potrebbe trovare in lui l’esponente su cui convergere al di là delle appartenenze di partito. Per Saba, che a Rocca di Papa ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale negli anni a cavallo tra la fine del 1990 e del duemila, potrebbe essere l’occasione per conquistare la carica di sindaco mettendo sul tappeto la sua vasta esperienza che va dalla conoscenza della macchina amministrativa fino ai rapporti con gli enti superiori. Saba, insomma, potrebbe contare proprio sui cittadini consapevoli che dopo la tragedia del 10 giugno Rocca di Papa abbia bisogno di solidità istituzionale (Saba è funzionario presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) e di elementi in grado di sapere che cosa fare per rimettere il paese in sesto. Saba, per dirla tutta, potrebbe essere la sponda ideale dei cittadini delusi dalla giunta in carica che ha dimostrato di non saper intervenire in modo chiaro e definitivo sui problemi di Rocca di Papa.

 

La partita è appena cominciata.

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