Per la scuola è corsa contro il tempo: lavori in emergenza per aprire le aule ma sale la preoccupazione dei genitori

September 5, 2019

Le mamme del “Comitato insieme per la scuola” non nascondono le loro preoccupazioni per l’anno scolastico che inizierà il prossimo 16 settembre. Preoccupazioni legittime visto che le determinazioni dirigenziali degli uffici comunali per affidare i lavori e stanziare i relativi soldi sono arrivate soltanto il 3 settembre. La sensazione è che alcuni lavori nell’edificio di Poceck sono cominciati con il solo intento di far aprire la scuola regolarmente, salvo poi proseguire gli interventi di manutenzione straordinaria a scuola aperta. Un escamotage che non rassicura né i genitori né il corpo docente, anzi fa salire ancora di più la preoccupazione e con essa la responsabilità: chi si assumerà l’onere di garantire che la scuola così com’è risponde a tutti i criteri previsti dalla legge?

 

I LAVORI PER 54.000 EURO

Quello che sappiamo è che a seguire questi interventi sarà l’Ing. Gianluca Cervoni di Rocca di Priora che, chiamato dal Comune, ha predisposto anche il progetto di adeguamento del sistema antincendio, per il quale si attende la risposta dei vigili del fuoco. La realizzazione di questo impianto è l’intervento più costoso, visto che su quasi 54.000 euro di spesa complessiva fin qui prevista (almeno fino al 3 settembre), solo per questo lavoro sono state destinate risorse per oltre 21.000 euro. Per tutto il resto ne rimangono appena 23.000 (visto che 10.000 euro servono solo per l'Ing. Cervoni), di cui 12.000 solo per i nuovi bagni. Capite che la coperta non è corta, è cortissima.

 

Oltre a sistemare l’impianto elettrico (per rendere funzionali le aule ricavate da spazi chiusi da tempo) e le tubazioni idrauliche interne, è prevista la realizzazione di nuovi bagni visto che la scuola media il 16 settembre si troverà a ospitare non più 300 ma 500 persone fra alunni, insegnanti e operatori scolastici. Però nella determinazione non viene specificato il numero dei bagni che dovranno essere realizzati per rispondere all’aumento del numero dei bambini. Un aspetto piuttosto anomalo: nessuno ha fatto sopralluoghi? Boh!

 

Sembra che sarà realizzato un solo bagno aggiuntivo per piano, il che non sembra rispondere alle nuove esigenze a cui la scuola dovrà far fronte. Un esempio: uno dei piani della scuola ospiterà circa 180 alunni che dovranno dividersi appena 4 bagni (cioè: 45 bambini per bagno!). Si capisce che siamo al limite della tollerabilità, anche perché il bagno riservato ai diversamente abili, a sua volta potrebbe essere utilizzato anche da insegnanti, assistenti e operatori scolastici.

 

L'ORDINANZA DEL 24 AGOSTO

La scelta dell’amministrazione comunale di collocare 8 aule della scuola elementare nel plesso delle medie (decisa il 24 agosto da un’ordinanza della vicesindaco) continua a destare polemiche. «Perché l’incontro con genitori e insegnanti, convocato il 29 agosto dal Comune, non è stato fatto prima di emettere quest’ordinanza?» si chiedono le mamme. Già! Perché? La risposta appare fin troppo scontata: l’incontro serviva unicamente per mettere al corrente i genitori (che da tempo chiedevano un incontro pubblico)  circa i contenuti dell’ordinanza, non certo per discutere eventuali soluzioni alternative. La stessa ordinanza, arrivata 2 mesi e mezzo dopo l’esplosione del 10 giugno che ha determinato l’inagibilità della scuola centro urbano, ha messo a nudo il ritardo con cui l’amministrazione è intervenuta per risolvere quella che fin da subito è apparsa come la prima grande emergenza di Rocca di Papa (prima ancora degli uffici comunali): l’avvio del nuovo anno scolastico. Nessuno se ne è preoccupato nei tempi giusti, salvo oggi correre ai ripari in fretta e furia.

 

GLI ALTRI LAVORI NECESSARI

Nei lavori fin qui elencati (pubblicati sull’Albo pretorio del Comune) non è presente la messa in opera della guaina delle terrazze e del tetto. Un lavoro necessario (visto che quando piove l’acqua entra dappertutto) ma costoso. Sembra che il costo complessivo dei lavori fatti ad arte possa arrivare a toccare i 100.000 euro, mentre si starebbe optando per una soluzione più economica che non superi la spesa di 50.000 euro, evitando di intervenire nei punti in cui la guaina sembra (diciamo: sembra) integra. Lavori peraltro previsti nel contratto stipulato con l’Ing. Cervoni, unitamente alla tinteggiatura delle aule e all’installazione di porte REI (cioè resistenti al fuoco) ma di cui ancora non sono state pubblicate le determinazioni di affidamento. Stesso discorso per i cornicioni che cascano letteralmente a pezzi, con i tondini di ferro ormai arrugginito e sottoposti alle intemperie perché il cemento si è sgretolato. Quando si interverrà?

 

LE AULE DA RIAPRIRE: LA QUESTIONE MENSA

Circa gli infissi, anche in questo caso siamo di fronte a un’incognita. Saranno sostituiti? Saranno riparati quelli non funzionanti? Rimarranno così? Non lo sappiamo perché da nessuna parte viene specificato. Ma certo è che molte finestre oggi non riescono nemmeno a trattenere l’acqua piovana. Questo è anche uno dei motivi che negli ultimi anni ha determinato la chiusura di alcune aule del plesso, ritenute non più idonee ad ospitare le lezioni. Quelle stesse aule che il 16 settembre dovranno invece riaprire.

 

Intanto, anche la soluzione di una sala per consumare i pasti sembra stia svanendo visto che, facendo il sopralluogo, si è visto che un’aula destinata ad essere riaperta per le lezioni presenta una situazione che difficilmente si riuscirà a sanare in poco tempo: ci piove dentro, la puzza di muffa è al limite della sopportazione e il soffitto è tutto scrostato. Insomma, non basterà una “botta e via” per farla diventare idonea ad ospitare i bambini, quindi quella che sarebbe dovuta diventare la nuova saletta della mensa, a sua volta diventerà un’aula per le lezioni. Si ripropone, quindi, il problema di dove gli alunni consumeranno i pasti.

 

IL COMUNE DOVE LI PRENDE I SOLDI?

Resta da capire dove il Comune prenderà i soldi per fare questi lavori visto che a oggi abbiamo solo la dichiarazione dell’assessore al bilancio, Montalto, circa la destinazione delle donazioni (8.600 euro) per i lavori della scuola. La vicesindaco Cimino, nell’ultimo consiglio comunale di agosto, aveva rivelato di aver scritto alla Regione Lazio per chiedere di poter dirottare i soldi stanziati per la scuola danneggiata del centro urbano a favore degli interventi da effettuare all’edificio delle medie. Non sappiamo ancora come abbia risposto la Regione. Speriamo che qualcuno ce lo dica quanto prima.  

 

SUL RADON TUTTO TACE

Infine c’è la vicenda del radon su cui siamo ancora alle parole. Si domanda una mamma: «Se le misurazioni vennero effettuate nel 2016 e rivelarono dei livelli preoccupanti, perché in tre anni non si è intervenuti per la messa in sicurezza degli ambienti?». Domanda sacrosanta a cui si è risposto promettendo altri approfondimenti a parte l’accorgimento di far arieggiare l’aula adibita a palestra (dove oggi sarebbe circoscritta la presenza di questo gas ma il resto dell’edificio non è stato ancora sottoposto a verifica).

 

Il radon, peraltro, è uno degli aspetti che più preoccupano le mamme visto che gli stessi uffici del Parco dei Castelli (che dalla scuola distano poche decine di metri) sono stati sottoposti a bonifica recentemente. Insomma, l’apertura della scuola è ormai una vera e propria corsa contro il tempo e qualche genitore delle elementari, visto il caos, ha già provveduto a chiedere il nulla-osta per dirottare il proprio figlio in altre scuole dei Castelli Romani.  

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