Perimetrazione nuclei abusivi: una storia di verità, mezze verità, menzogne e omissioni

September 11, 2019

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ROCCA DI PAPA

HA ANNUNCIATO L’AVVIO DELLE PERIMETRAZIONI

DEI NUCLEI ABUSIVI. UNA PROCEDURA GIÀ ADOTATTA

IN PASSATO E CHE SERVE SOLO PER FARE PROPAGANDA POLITICA. DAL 2016 A OGGI SI SONO SUCCEDUTI

TRE ASSESSORI ALL’URBANISTICA E IN UNA RIUNIONE

DEL 18 FEBBRAIO 2019 CRESTINI DISSE LA SUA VERITÀ:

«LE PERIMETRAZIONI C’ERANO... MA SONO SPARITE».

La campagna elettorale a Rocca di Papa è ufficialmente iniziata. A dircelo è il tema della perimetrazione dei nuclei abusivi, tornato dopo un silenzio durato oltre due anni. L’amministrazione comunale guidata dalla vicesindaco Veronica Cimino ha annunciato l’affidamento di un incarico professionale per censire le zone sorte senza permesso edilizio e da avviare al recupero urbanistico. La giunta ha infatti approvato una delibera (n. 82 del 9 agosto 2019) con cui fornisce all’ufficio urbanistica le linee di indirizzo su come procedere, il tutto attraverso l’«affidamento di un incarico a un professionista esterno il cui esito confluirà nella proposta di PRG (Piano Regolatore Generale)». Il costo è stato fissato in oltre 33.000 euro, una bella cifra che il Comune il 28 febbraio 2019 aveva chiesto alla Regione Lazio, salvo poi sentirsi rispondere il 31 luglio che «l’amministrazione comunale non poteva fruire del contributo richiesto». Risultato: ce li metterà il Comune. Ma perché spendere tutti questi soldi se l’intero piano regolatore è da rifare? Boh!

 

LE PERIMETRAZIONI DEL 2017

CHE FINE HANNO FATTO?

La questione delle perimetrazioni abusive che, sia chiaro, non risolveranno la questione delle 200 pratiche di acquisizione frutto di sentenza definitiva, appare ancora una volta in tutta la sua ambiguità. Per questo è necessario fare una cronistoria delle perimetrazioni annunciate, avviate e poi scomparse nel nulla dal 2016 a oggi: tre anni e mezzo caratterizzati da verità, mezze verità, menzogne e omissioni.

 

La cosa strana, infatti, è che nella delibera approvata il 9 agosto 2019 non si fa alcun riferimento a un’identica delibera di giunta, la n. 101 dell’11 ottobre 2017, dal titolo: «Affidamento incarico professionale [per] ricognizione urbanistica e normativa delle zone edificate da recuperare, rigenerare e spontaneamente sorte: atto d’indirizzo». Questa delibera (praticamente imposta dall’allora assessore all’urbanistica Veronica Giannone visto che a un anno dalla sua elezione, Crestini sembrava aver dimenticato il problema) dava mandato all’«ufficio tecnico per l’affidamento di un incarico ad alto contenuto professionale a un professionista per la verifica dell’iter di approvazione della Variante al PRG e alle relative attività di perimetrazione dei nuclei edilizi sorti spontaneamente». Il tutto per un costo stabilito in 2.000 euro. L’incarico venne affidato a un architetto, Elisabetta Cicerchia, membro esterno del Comitato Regionale per il Territorio, ente che fa capo direttamente alla Regione Lazio. Chi meglio della Cicerchia, quindi, avrebbe potuto seguire la vicenda delle perimetrazioni? Ma, andata via la Giannone, non se ne è saputo più nulla. Perché?          

 

I POLITICI FANNO POLITICA

CON LA COMPLICITÀ DEI COMITATI

Ora, a parte l’aspetto economico per un incarico che nel 2017 veniva stabilito in 2.000 euro e che invece nel 2019 viene calcolato in 33.000 euro, quello che emerge è la regolarità con cui quest’argomento ogni volta torna preponderante. E ogni volta che l’amministrazione annuncia l’avvio delle perimetrazioni, arriva immancabile il comunicato stampa di qualche pseudo-comitato per la casa che si dice soddisfatto e ringrazia sentitamente. Possibile che non si domandino perché quest’argomento spunta periodicamente ma poi non porta mai a niente? Viene quasi il sospetto che sia una specie di gioco delle parti ma con una differenza: i politici lo fanno perché sono in piena campagna elettorale e quindi cavalcano i temi più gettonati (tanto più se frutto di promesse elettorali già fatte nel 2016); ma i Comitati perché lo fanno? Lo abbiamo già scritto: nessuna perimetrazione può sanare abusi con sentenze andate in giudicato. Lo dice la legge.

 

IL VALZER DEGLI ASSESSORI ALL'URBANISTICA

Tra le perimetrazioni affidate nel 2017 e quelle affidate nel 2019 sono trascorsi altri due anni. Che cosa è successo in questo frangente? Una cosa semplice: Crestini a fine novembre 2017 costringe alle dimissioni l’assessore all’urbanistica Veronica Giannone (per i motivi che tutti conosciamo), affidando quel ruolo a una professionista del settore: Barbara Barboni. Tra i compiti assegnati alla Barboni vi era anche la famigerata perimetrazione dei nuclei abusivi. Ma un anno dopo, all’inizio di novembre 2018, anche la Barboni lascia l’assessorato per divergenze con il sindaco e al suo posto arriva un architetto di Anzio, Laura Zecchinelli, la quale nel suo primo consiglio comunale da assessore all’urbanistica, a domanda precisa, rispondeva che negli uffici non esisteva alcuno studio sulle perimetrazioni dei nuclei abusivi. Avete capito? Per la Zecchinelli niente era stato fatto. E l’incarico alla Cicerchia? Boh! E le perimetrazioni annunciate a più riprese da Crestini e Barboni? Boh!

 

IN UNA RIUNIONE CRESTINI SMENTISCE

LA ZECCHINELLI: LE PERIMETRAZIONI LE HO VISTE!

A smentire quanto dichiarato dalla Zecchinelli, cioè che in Comune non c’era traccia delle perimetrazioni, fu proprio Crestini, il quale durante una riunione con tre membri del Comitato Procase (presenti anche Zecchinelli e Danilo Romei, assessore ai servizi sociali), disse che lui le perimetrazioni le aveva viste. Dunque c’erano!

 

Questa riunione si tenne presso il municipio di corso Costituente il 18 febbraio 2019. Da pochi mesi c’era stato l’avvicendamento tra la Barboni e la Zecchinelli, e alcuni aderenti al Comitato cominciavano a essere stanchi di tante chiacchiere a vuoto. Motivo per cui domandarono ai presenti (cioè a Crestini, a Zecchinelli e a Romei) di essere aggiornati sulle famose perimetrazioni. A che punto erano? Una domanda precisa a cui il sindaco rispose con un’affermazione netta: le perimetrazioni c’erano, lui le aveva addirittura viste, ma la Barboni si era portato via tutti i faldoni contenenti gli incartamenti. Un’affermazione grave che smentiva quanto detto in consiglio comunale da Laura Zecchinelli. Nell’ufficio urbanistica, quindi, le perimetrazioni c’erano, le aveva viste persino Crestini!

 

CHI HA RAGIONE? L'ALLORA SINDACO

O L'ASSESSORE ALL'URBANISTICA?

Di questa riunione con una parte del Comitato esiste anche una registrazione sonora che ormai gira da un po’ di tempo, forse effettuata da qualcuno del Procase stanco di sentire le solite promesse a vuoto e quindi desideroso di inchiodare i politici alle promesse fatte in privato. Non sappiamo se le affermazioni fatte da Crestini in quella sede siano effettivamente corrispondenti a quanto accaduto, può darsi che l’allora sindaco abbia semplicemente utilizzato questa scusa per allontanare da se la responsabilità sui ritardi nelle perimetrazioni. Ma il silenzio dell'attuale assessore all'urbanistica, Laura Zecchinelli, su ciò che accadde in quella riunione lascia molto perplessi. Anche perché se la rivelazione fatta da Crestini fosse vera, la Zecchinelli avrebbe dovuto denunciare tutto alla Procura visto che sottrarre documenti da un ufficio pubblico è un reato. Tale denuncia non ci risulta sia stata presentata, quindi supponiamo che sia stato Crestini a inventarsi tutto.

 

Al di là di come siano andate le cose, quanto rivelato in quella sede ci dice anche un’altra cosa: che le perimetrazioni da sempre sono uno strumento urbanistico da utilizzare non tanto per fotografare il territorio ma soprattutto per rassicurare i cittadini incappati nell’acquisizione delle case abusive. Un’eterna promessa fatta passare come panacea di tutti i mali ma che invece servirà a ben poco nei casi accertati.

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Andrea Sebastianelli
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