Cara Zecchinelli, non è Il Segno a dover dare spiegazioni ma lei in qualità di assessore all’urbanistica visto che alla riunione del 18 febbraio lei era presente: perché non ha smentito il sindaco in quella sede? E perché non ha denunciato il tutto alla Procura?

September 20, 2019

Il direttore del Segno, cioè il sottoscritto, ha una grossa colpa: quella di essersi procurato la registrazione di un incontro svoltosi in Comune il 18 febbraio 2019 su un argomento di interesse pubblico: l’acquisizione al patrimonio pubblico di case abusive frutto di sentenze definitive. Il sottoscritto si è dunque limitato a esercitare due suoi legittimi diritti: il diritto di cronaca e il diritto di critica. Rafforzati da un altro diritto, recentemente ribadito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 38277) secondo cui se un giornalista viene in possesso di un supporto informatico contenente una registrazione, il giornalista in questione non è perseguibile se quella registrazione tratta di argomenti aventi rilevante interesse pubblico. Avendo appurato che quella riunione effettivamente ci fu ed avendo appurato che i temi trattati fossero di interesse pubblico, mi sono limitato a riprenderne alcuni contenuti. Queste le spiegazioni sul mio modo di operare in qualità di giornalista e di direttore responsabile di una testata che esiste da 18 anni. Ma ora veniamo ai fatti specifici.

 

IL COMUNICATO DELL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA

A un mio articolo dell’11 settembre scorso dal titolo «Perimetrazione nuclei abusivi: una storia di verità, mezze verità, menzogne e omissioni» l’assessore all’urbanistica del Comune di Rocca di Papa, Laura Zecchinelli, ha ritenuto dover ribattere il 19 settembre con un comunicato stampa inviato alle testate giornalistiche locali ma non alla nostra. Già questo la dice lunga sul modo di operare dell’attuale assessora, visto che è prassi consolidata inviare eventuali repliche e spiegazioni al giornalista autore dell’articolo. Ma a questo ci siamo abituati, così come abbiamo capito che esistono giornali amici che si prestano a questo tipo di operazioni propagandistiche e diffamatorie.

 

La replica della Zecchinelli mi costringe ad alcuni chiarimenti e a dover aggiungere nuovi elementi su cui l'assessora, a quanto pare, preferisce tacere. Gentile assessora, lei mi definisce un professionista della disinformazione, una disinformazione che metterei in campo «per vantaggio politico o interessi personali», senza ovviamente specificare né gli uni né gli altri. Non avendo aspirazioni di natura politica e non avendo interessi di alcun tipo rispetto al tema generale dell’urbanistica, la invito a esplicitare pubblicamente queste sue gravi e lesive affermazioni, così che il sottoscritto possa meglio specificarle nella querela per diffamazione che si appresta a presentare.

 

LA DELIBERA DI GIUNTA DEL 9 AGOSTO 2019

Nel mio articolo evidenziavo che nella delibera n. 82 del 9 agosto 2019 approvata dalla giunta Cimino per affidare a uno studio esterno la perimetrazione dei nuclei abusivi, non veniva fatta alcuna menzione di un precedente incarico frutto di un’altra delibera di giunta, la n. 101 dell’11 ottobre 2017. Ora la Zecchinelli ci tiene a fornire la spiegazione sulle differenze tra la delibera del 2017 e quella del 2019. Resta la domanda contenuta nel mio articolo: perché questa delibera del 2017 non viene menzionata nella delibera di agosto 2019? Eppure la stessa Zecchinelli dice che quel lavoro del 2017 è stato propedeutico per l’affidamento delle perimetrazioni. La dimenticanza, dunque, è stata della Zecchinelli (o dei suoi uffici), noi ci siamo limitati a metterla in evidenza.

 

LA PROCEDURA DELLE ACQUISIZIONI

Nel suo comunicato l’assessore all’urbanistica Zecchinelli afferma che il nuovo incarico sulle perimetrazioni servirà a concludere l’istruttoria per la variante generale al PRG (Piano Regolatore Generale) fermo in Regione ormai da un decennio. Salvo poi aggiungere che «risulta necessario per gli uffici e l’Amministrazione Comunale per elaborare correttamente le risposte da fornire alla Procura e ai cittadini che hanno casi pendenti con la magistratura, soprattutto riguardanti pratiche di abuso edilizio».

 

E qui la Zecchinelli, che di professione è anche architetto, gioca molto sul dire e sul non dire. Infatti se ne guarda bene dal rispondere alla domanda più importante: le perimetrazioni affidate a uno studio esterno servono per sanare le case abusive incappate nella procedura di acquisizione in seguito a sentenze andate in giudicato? Questo è il punto centrale di tutta la vicenda. Invece la Zecchinelli afferma che serviranno per fornire alla Procura le risposte che chiede. Ma che cosa chiede la Procura di Velletri al Comune di Rocca di Papa se non di applicare sentenze definitive? L’assessore non lo dice preferendo giocare sull’equivoco tra quei cittadini che hanno «pratiche edilizie bloccate» (parole della Zecchinelli), e quei cittadini incappati nella procedura delle acquisizioni. Le «pratiche edilizie bloccate», per quanto possiamo capire, sono richieste di sanatoria o iter ancora aperti, mentre le acquisizioni sono un procedimento chiuso da tempo in attesa degli abbattimenti. Non sono certamente «pratiche edilizie bloccate». Giocare sulle parole non serve a nessuno, tantomeno su un argomento così delicato che interessa centinaia di famiglie roccheggiane che stanno vivendo un dramma.

 

L’INCONTRO DEL 18 FEBBRAIO 2019

Veniamo ora all’aspetto più grave del comunicato stampa firmato da Laura Zecchinelli, la quale mette in bocca al sottoscritto la frase sui documenti fatti sparire dal precedente assessore all’urbanistica. A questo punto non so se la Zecchinelli non ha letto il mio articolo (forse se l’è solo fatto raccontare) o se abbia qualche problema di memoria. Nell’articolo riferivo di un incontro svoltosi la mattina del 18 febbraio 2019 presso il Comune di Rocca di Papa a cui erano presenti tre membri vicini al Comitato Pro Case (uno addirittura con ruoli direttivi), l’allora sindaco Emanuele Crestini, l’assessore Danilo Romei e l'assessora Zecchinelli. Non lo ricorda?

 

In quella sede, di fronte alle domande incessanti sulle mancate perimetrazioni, il sindaco a un certo punto si fece scappare la frase secondo cui le perimetrazioni avviate dalla Barboni c’erano, tanto che lui (il sindaco) le aveva viste. Poi -disse ancora il sindaco- la Barboni se le era portate via per fare un dispetto a lui. Questa storia non l’ho inventata io, gentile Zecchinelli, ma la riferì l’allora sindaco di Rocca di Papa, a cui spetta il copyright. Ma la domanda che le rivolgo è questa: lei era presente all’incontro, perché non ha smentito il sindaco su due piedi? Perché su questo fatto grave non ha detto una parola? Adesso lei solidarizza con l’ex assessora Barboni, ma avrebbe dovuto farlo seduta stante di fronte al suo sindaco. Io stesso nell’articolo ho messo in dubbio la ricostruzione fatta da Crestini, dicendo che forse aveva raccontato una balla non sapendo che risposta dare ai cittadini che da tre anni chiedevano queste perimetrazioni senza mai vederle realizzate. Ma non sono io che devo dare spiegazioni, cara Zecchinelli, è lei in quanto capo dell’urbanistica.

 

L’ELEMENTO NUOVO DELL’INCONTRO

Oltre a quanto già scritto, aggiungo un elemento nuovo: in quella riunione i tre cittadini vicini al Comitato Pro Case riferirono ai presenti (cioè al sindaco e agli assessori, quindi anche alla Zecchinelli) di dipendenti comunali a cui non erano mai state notificate ordinanze di demolizione (le cosiddette case fantasma), e di attività commerciali non in regola dal punto di vista urbanistico. Lei, in quest’incontro, rassicura i presenti dicendo di essere anche consulente della Procura. E allora le domandiamo: perché non ha presentato regolare denuncia alle Autorità visto che queste persone hanno fatto nomi e cognomi, denunciando situazioni specifiche?

 

Come vede, gentile assessora all’urbanistica, non sono io a dover dare spiegazioni sulle mie inchieste giornalistiche supportate da fatti facilmente riscontrabili, ma è lei in qualità di assessore all'urbanistica a dover spiegare perché quanto emerso in quell’incontro del 18 febbraio 2019 non è stato portato a conoscenza della Procura al fine di accertare eventuali responsabilità e possibili connivenze nel settore urbanistico di Rocca di Papa.

 

IL PIANO REGOLATORE GENERALE

Infine, gentile assessore all’urbanistica, le vorrei porre una questione di metodo. Un’amministrazione comunale sciolta dal Presidente della Repubblica e che quindi si avvia a nuove elezioni, dovrebbe dedicarsi a questioni di ordinaria amministrazione. Invece l’accelerazione sulle perimetrazioni dopo tre anni di nulla sembra proprio una mossa da propaganda elettorale. Lei spenderà per queste perimetrazioni 33.000 euro dei cittadini (visto che la Regione Lazio ve li ha negati) mentre il Comune è costretto a fare lavori in economia per il tetto della scuola media. Lei è proprio sicura che un’amministrazione comunale sciolta possa affidare in tutta fretta (peraltro dopo aver ottenuto dalla Regione un secco no alla richiesta di un contributo) un incarico di questa natura riguardante il piano regolatore?

 

TRE DOMANDE ALLA ZECCHINELLI

Per fare ulteriore chiarezza sugli aspetti fin qui emersi, le sintetizzo tre semplici domande a cui, se vorrà, potrà rispondere:

  1. Lei era presente all’incontro svoltosi il 18 febbraio 2019 presso il municipio di corso Costituente, con tre membri vicini al Comitato Pro Case?                                                                                            

  2. In quell’incontro l’allora sindaco di Rocca di Papa disse che il precedente assessore all’urbanistica, Barbara Barboni, aveva sottratto dal Comune i documenti sulle perimetrazioni. Perché non lo smentì immediatamente?                                                                            

  3. In quell’incontro i tre cittadini vicini al Comitato Pro Case dissero di essere a conoscenza di edifici abusivi realizzati da dipendenti comunali mai soggetti a ordinanze di demolizione. Ha verificato queste affermazioni? Ha denunciato il tutto alle Autorità competenti?

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Andrea Sebastianelli
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