Si torna a parlare del “caso Santoro” dopo l’interrogazione dell’On. Mollicone. La Prefettura chiede spiegazioni ma il Comune ancora non risponde

September 27, 2019

Torna d’attualità la vicenda dell’ex consigliere comunale Mario Santoro, costretto alle dimissioni dall’art. 63 del TUEL (il Testo Unico sugli Enti Locali) che stabilisce che «Non può ricoprire la carica di sindaco […] colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo […] con il Comune». La causa che ha portato Santoro a lasciare il ruolo di consigliere comunale è quella relativa a un incidente stradale avvenuto sei anni fa e per il quale Santoro nel gennaio del 2018, quando cioè già ricopriva il ruolo di consigliere comunale, citò in giudizio il Comune di Rocca di Papa per la cifra di circa 7 milioni di euro.

 

IL PREFETTO DI ROMA SOLLECITA

LA RISPOSTA DEL COMUNE

A riportare questa vicenda sotto i riflettori è stata la risposta a un articolo apparso sul nostro sito online su tutt’altro argomento, di Massimo Saba, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali, il quale ha scritto che «La vicesindaco reggente trova il tempo per conferire deleghe, inutili e fuori tempo, invece che rispondere alla Prefettura di Roma che, proprio in questi giorni, il 19 settembre, ha sollecitato per la seconda volta l’amministrazione comunale a dare spiegazioni in merito alla vicenda dell’ex consigliere Santoro…». Apprendiamo dunque che il Prefetto sta sollecitando la vicesindaco Veronica Cimino affinché fornisca spiegazioni sull’intera vicenda. Ma perché il Prefetto si sta interessando in modo così deciso al “caso Santoro”?

 

L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

SUL SILENZIO DEL SINDACO E DELLA GIUNTA

Il motivo è un’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Federico Mollicone di Fratelli d’Italia, il quale il 27 maggio scorso ha chiesto al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Interno di fare chiarezza sulla vicenda, con particolare riferimento al fatto che «in tutti gli atti ufficiali, compresi quelli notificati al sindaco, la pratica viene archiviata con la dicitura “Santoro Mario + altri” [mentre] nella delibera [di giunta] viene messa in atto una vera e propria modifica di tale dicitura che diventa “Trinca Stefania + altri”, in sostanza nascondendo il nome del consigliere comunale in carica nella parola “+ altri”».

 

Nell’interrogazione a risposta orale, l’On. Mollicone ribadisce che «in base alla legge [...] appare evidente la responsabilità del sindaco che ha ricevuto in prima persona, come legale rappresentante del comune, la notifica di Santoro, ma che non ha segnalato in consiglio comunale (e, dunque, ai cittadini tutti) il conflitto d’interessi in cui era incappato Santoro assicurandosi così di fatto, per più di un anno, la maggioranza grazie al voto di un solo consigliere». La questione sollevata dall’On. Mollicone è piuttosto seria e l’interrogazione parlamentare prosegue sostenendo che «il silenzio del sindaco, della giunta e della segretaria comunale appare oltremodo discutibile e pone, inoltre, dubbi sulla validità degli atti approvati dal consiglio con il voto di un consigliere che aveva una causa di incompatibilità non contestata». Parole forti che danno la misura dei fatti accaduti a Rocca di Papa a cavallo tra il 2018 e il 2019.

 

IL MINISTERO DELL'INTERNO ATTENDE

GLI ATTI CHE TARDANO AD ARRIVARE

Gli uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Interno, al fine di poter rispondere all’interrogazione dell’On. Mollicone, evidenziando anche eventuali anomalie nella gestione della “pratica Santoro”, hanno trasmesso la richiesta alla Prefettura di Roma che a sua volta sta chiedendo gli atti all’amministrazione comunale. E lo sta facendo con una certa insistenza, visto che il sollecito del 19 settembre 2019 arriva dopo che la stessa richiesta era stata fatta nel mese di luglio.

 

IL COMUNE HA SUBITO DEI DANNI DA COME

È STATA GESTITA LA VICENDA DI SANTORO?

 

Non sappiamo, a oggi, se il Comune di Rocca di Papa abbia provveduto a rispondere al Prefetto, ma è certo che della vicenda si tornerà a parlare anche in campagna elettorale, visto che lo stesso Massimo Saba, ha aggiunto che «qualcuno di questa vergognosa vicenda dovrà dare spiegazioni, e anche altro, nelle sedi opportune. Se sarò amministratore del Comune -ha poi detto Saba- sarà il primo atto che metterò sotto la lente d’ingrandimento, e non ci saranno sconti per nessuno: sia chiaro sin da ora!». Una frase chiara che mette sul tappeto un’altra eventualità fino a oggi mai presa in considerazione: non è che il Comune di Rocca di Papa ha subìto un danno dalle modalità con cui è stata gestito l’intera vicenda del “caso Santoro”? Staremo a vedere.  

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