Il Comune condannato: dovrà sborsare 1.100.000 euro per l’ex Hotel Europa

October 8, 2019

 

Dal Tribunale di Velletri è giunta notizia che il Comune di Rocca di Papa dovrà risarcire con 1.100.000 euro la FAM Srl per la vicenda dell’ex albergo Europa di piazza della Repubblica. Questo il responso della sentenza 1665/2019 (Rep. 3213) per il contenzioso aperto con la società vincitrice dell’appalto integrato che avrebbe dovuto portare al restauro dell’ex albergo di piazza Margherita trasformandolo nel nuovo municipio, La cifra di 1.100.000 euro è comprensiva anche delle spese legali sostenute dalla FAM. In più bisogna aggiungere quelle sostenute dal Comune per lo studio dell'Avv. Rolando Grossi che ammonterebbero a circa 70.000 euro.

 

In questa vicenda le responsabilità della precedente amministrazione guidata da Boccia sono chiare (Il Segno le ha periodicamente elencate in tempi non sospetti) ma, dopo tre anni, diventano evidenti anche le responsabilità dell’attuale giunta guidata prima da Crestini e ora dalla Cimino. Queste responsabilità risalgono al 2016, quando l’allora sindaco Crestini incontrò il project executive della FAM, il dott. Massimo Maurizi, per trovare la soluzione meno dolorosa per il Comune. A raccontarlo furono due ex amministratori di Crestini, Bruno Petrolati e Veronica Giannone (all'epoca vicesindaco). Petrolati fece questa rivelazione, pubblicata sul Segno e mai smentita dall’amministrazione: «In quella sede la FAM ci disse che se il Comune avesse versato 700mila euro, l’azienda avrebbe chiuso il contenzioso riconsegnando l’edificio al Comune. Un’offerta che andava presa al volo ma stranamente Crestini preferì seguire altre strade». Quali, nessuno lo sa.

 

Perché Crestini rifiutò la proposta avanzata dalla FAM? Non lo sappiamo ma a confermare i contenuti dell’incontro con la FAM è stata anche l’ex vicesindaco Giannone: «Successivamente a quell’incontro di luglio Crestini volle perentoriamente gestire lui la questione. Crestini era perplesso perché la nuova sede non sarebbe stata finita. Io personalmente avrei prima pensato a chiudere il contenzioso con 700 mila euro, magari versate in due soluzioni. Maurizi avrebbe accettato». Alla luce di questo, ora il Comune dovrà sborsare oltre un milione di euro mentre l’edificio sta sempre lì, diventato anno dopo anno il simbolo del degrado.

 

Ma c’è un’altra nota dolente: perché l'amministrazione in carica non ha sfruttato la possibilità di accedere ai finanziamenti del Ministero dell’Interno riservati proprio al completamento di opere pubbliche ferme da anni? A sollevare la questione è stato qualche giorno fa Massimo Saba, chiedendo pubblicamente all’amministrazione di non lasciare scadere i termini per la richiesta di finanziamenti. Anche in questo caso non sappiamo se il Comune abbia alla fine risposto al bando ministeriale ma, in caso contrario, si tratterebbe dell’ennesimo treno perso.

 

CRONISTORIA DI UNA VICENDA DURATA 15 ANNI

La vicenda dell’Hotel Europa di piazza della Repubblica a Rocca di Papa comincia nel giugno del 2005 (sindaco Ponzo) quando il Comune di Rocca di Papa decide di acquistare lo stabile. Sette mesi dopo le funzioni di sindaco le prende Boccia perché Ponzo viene eletto in Regione e l'operazione va in porto per la cifra di 2,8 milioni di euro, con l'idea di trasformarlo nella nuova sede comunale. Il costo dei lavori necessari nel 2006 ammonta a 1,5 milioni di euro. Tre mesi dopo siamo già a 1,7 milioni di euro. A settembre del 2007 (sindaco Boccia) si dà vita al cosiddetto appalto integrato che prevede un giro di tre appalti che riguardano la scuola materna dei Campi d'Annibale, il municipio del Corso (che doveva essere ceduto per farci degli appartamenti) e la nuova sede del Comune presso l'hotel. All'inizio del 2008 la gara d'appalto viene aggiudicata alla società FAM Srl. La cifra intanto è già lievitata a 2,2 milioni di euro per l'intero appalto integrato (non solo per l'hotel Europa). La nuova scuola materna procede a ritmi veloci e infatti nell'ottobre del 2010 (sempre sindaco Boccia) viene terminata (costo: circa 1 milione di euro). Intanto nel 2008 il Comune (sempre Boccia) aveva sottoscritto il contratto d'appalto per i lavori alla nuova sede comunale (ex hotel) ma in seguito all'intervento del Genio Civile di Roma risultò necessario apportare delle modifiche che comportarono nuovi lavori oltre a quelli già previsti, tra cui la sostituzione dei solai in legno e il rinforzo degli stessi solai. I lavori comunque iniziano e le prime fatture vengono liquidate per circa 600.000 euro.

 

Nel maggio del 2009 (sindaco Boccia) viene decisa la sospensione dei lavori perché una perizia stabilisce che la struttura presenta danni talmente gravi da essere necessario un adeguamento strutturale. Il nuovo progetto prevede un ulteriore esborso e su questo il meccanismo dell'appalto integrato comincia a incepparsi. I lavori così riprendono nel luglio del 2009 ma due mesi dopo vengono di nuovo interrotti. Da quel momento comincia di nuovo una diatriba fra Comune, ditta e la direzione lavori da cui non se ne uscirà più. Successivamente la FAM e il Comune si diffidano a vicenda fino alla causa in tribunale. Le udienze si susseguono tra perizie, controperizie e incontri per cercare di trovare una soluzione. Pensa che già nel 2014 l'avvocato del Comune, Rolando Grassi, scrive a Rocco Di Filippo (responsabile area urbanistica del Comune) per dirgli che "sulla scorta dei documenti forniti e depositati presso la cancelleria del giudice competente, la difesa del Comune risulta essere piuttosto complicata e con scarse possibilità di esiti positivi". Non solo, l'avv. Grassi consiglia il Comune di "raggiungere un accordo transattivo che sia vantaggioso per entrambe le parti". A quel punto il sindaco (Boccia) comincia una serie di incontri con la FAM per addivenire a un accordo. Questo fino al 2016.

 

Poi le elezioni di giugno cambiano il quadro politico. Viene eletto Crestini che conosce molto bene la questione, avendola seguita come consigliere d’opposizione. E infatti un mese dopo la sua elezione, a luglio 2016, incontra i vertici della FAM, i quali si dicono disponibili a un accordo che preveda il saldo dei lavori già eseguiti che, stando ad alcune perizie, ammontavano a circa 700.000 euro. La FAM avrebbe però rinunciato a interessi e tutto il resto. Sembra fatta ma a quel punto Crestini decide di non accordarsi preferendo la strada del tribunale. La posizione di Crestini avrebbe potuto trovare una giustificazione plausibile solo a fronte della presentazione di un'azione di responsabilità verso i precedenti amministratori, cioè la giunta guidata da Boccia. Cosa che invece non è stata fatta. E una settimana fa la sentenza di condanna per il Comune ha messo la parola fine.

 

 

 

 

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