Un paese disgregato dove la discussione diventa insulto

October 15, 2019

L’abbandono di un paese si nota soprattutto dalla mancata partecipazione dei cittadini alla vita della comunità. Un comune, un’amministrazione deve avere la capacità di aggregare, di unire e non di dividere, questa mancata capacità è il vero male di una cittadina ed è quello che è successo al nostro paese.

 

IL RUOLO DEI COMITATI DI QUARTIERE

CHE NON SI SONO PIU'

A Rocca di Papa negli anni passati esistevano i comitati di quartiere, ricordo quello dei Campi d'Annibale, molto attivo sul tema antenne, quello del centro storico e quelli delle Vigne e del Vivaro, veri luoghi di discussione, di impegno e di socializzazione di molti cittadini. Purtroppo spesso venivano strumentalizzati dalla politica, ma restavano comunque un collante tra le richieste, le rimostranze dei cittadini e le amministrazioni. In questi tre anni e mezzo di giunta Crestini-Cimino si è consumata la fine dei comitati di quartiere, nessuno più si è preso l’onere e l’onore di ricostituirli, come se dell’andamento del paese non interessasse più nessuno, o come se nessuno in questi anni osasse rapportarsi in maniera critica verso l’amministrazione. Un’amministrazione che, grazie anche ad alcuni “ufficiosi” portavoce, ha dimostrato nel tempo un’arroganza senza precedenti, al punto da incutere timore nei cittadini, che si vedevano ridotti al “silenzio”, pena la gogna mediatica sui social.

 

UN CLIMA DI VENDETTE E RITORSIONI

Il clima di “vendette e ritorsioni” era nell'aria dall’inizio della legislatura, quando alle lamentele dei cittadini via Facebook seguivano “consigli” non richiesti velati da minacce da parte di noti personaggi vicini all’amministrazione, quando non dal sindaco stesso. Dopo la tragedia del 10 giugno l’aria è diventata ancora più pesante grazie a vari messaggi di vendetta verso chi aveva osato dissentire dalla politica crestiniana. Il più duro è stato un post del consigliere comunale Paolo Gatta in cui scriveva che «a tutti coloro che ti hanno fatto del male… faccio una promessa: me la pagherete cara, molto cara, nemmeno immaginate quanto!!». Chiedemmo invano alla sindaca reggente di dissociarsi da quelle parole, e le immediate dimissioni del consigliere, che fu invitato a togliere il post, cosa che non fece, credo sia ancora lì a mo’ di monito. Ma né la sindaca, né nessun altro della giunta si dissociò, con il loro silenzio si è avallato un clima di timore, omertà e aggressioni verbali come non si era mai visto.

 

GLI INSULTI AL COMITATO DEI GENITORI

Ne sanno qualcosa i genitori e i docenti del neo comitato “Insieme per la scuola”, che voleva essere uno strumento di collegamento tra loro e l’amministrazione al fine di trovare soluzione al problema della scuola del centro urbano rimasta colpita dall’esplosione, ma che si sono visti tacciare di “fare politica”, accusati di strumentalizzare i bambini per andare contro l’amministrazione. Addirittura mamme insultate da consiglieri di maggioranza a dai loro sostenitori con violenza inaccettabile, o con ironia spicciola, come quando una mamma che si diceva preoccupata per il problema radon si è vista rispondere dal consigliere Roberto Trinca in questo modo: «Noi ci siamo andati [a Pocek] e non c’è successo niente, siamo ancora vivi. Se volete fare propaganda elettorale fatela altrove… non sulla pelle dei vostri figli».

 

Eppure solo cinque anni fa sotto la giunta Boccia si costituì un Comitato di genitori per la mensa scolastica, simile a quello nato oggi, mamme arrabbiate protestavano contro l’ex giunta, ma nessuno dei consiglieri di allora si permise di rispondere insultando. Cambiano i tempi ma il cambiamento promesso quattro anni fa si è rivelato, su tutta la linea, un peggioramento.

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Andrea Sebastianelli
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