L’esposto di Iadecola alla Procura: Ora fate chiarezza sul sistema dell’abusivismo edilizio a Rocca di Papa che coinvolge anche i politici

October 17, 2019

Dopo l’inchiesta del Segno sull’abusivismo edilizio a Rocca di Papa (LEGGI QUI) qualcosa si è mosso. Ovviamente non sono mancate le polemiche, a cominciare dai politici coinvolti, tanto che l’assessore all’urbanistica Laura Zecchinelli nell’ultimo consiglio comunale ha affermato che i giornalisti amano strumentalizzare questo tema. All’assessore rispondiamo che è nostra abitudine parlare di fatti e non di chiacchiere, e liquidare i gravi fatti emersi parlando di strumentalizzazione appare un modo sbrigativo per non entrare nel merito degli argomenti. Il problema è opposto: sono i politici a utilizzare il tema dell’abusivismo edilizio per fare campagna elettorale. Questo avviene da almeno un ventennio ma se volessimo approfondire ulteriormente l’argomento, potremmo addirittura dire che questo modo di fare dei politici nostrani esiste fin dal 1954, quando la Sovrintendenza ai monumenti accusava l’allora amministrazione di favorire l’avanzare delle costruzioni abusive.

 

L'ESPOSTO DEL COMITATO PRO-CASE

La vera novità rispetto all’inchiesta che ha provocato molti scossoni a Rocca di Papa, è stata la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Velletri (che sta portando avanti le procedure di acquisizione in seguito alle sentenze andate in giudicato) da parte del presidente del Comitato Pro-Case, Alessio Iadecola. Nell’esposto, presentato lo scorso 15 ottobre, Iadecola evidenzia i troppi tasselli mancanti in questa complessa e delicata vicenda che interessa da vicino alcune centinaia di famiglie roccheggiane.

 

Il presidente del Comitato ha spiegato le ragioni dell’esposto in un video. Primo di tutto viene posto il problema delle perimetrazioni dei nuclei abusivi, recentemente tornati d’attualità per l’affidamento di un incarico per 33.000 euro. Ma alla luce dell’incontro svoltosi presso il municipio il 18 febbraio 2019, in cui l’ex sindaco Crestini denunciava la sottrazione del lavoro iniziato sulle perimetrazioni da parte dell’ex assessore all’urbanistica Barbara Barboni, anche lo studio sulle perimetrazioni diventa oggetto di approfondimento: se quel lavoro era stato iniziato perché pagarlo di nuovo? Nell’esposto, infatti, viene chiesto alla Procura di «approfondire la posizione dell’attuale assessore all’urbanistica e dell’attuale assessore alle politiche sociali Danilo Romei presenti alla suddetta riunione, di ascoltare la dott.ssa Barbara Barboni ex assessore all’urbanistica, al fine di valutare quanto accaduto durante l’incontro [del 18 febbraio 2019] ed eventuali responsabilità, in quanto non risulta sia stata presentata formale denunzia rispetto a quanto riferito dal primo cittadino, ovvero la sottrazione presso gli uffici comunali di atti pubblici».

 

LE CASE ABUSIVE DEI DIPENDENTI COMUNALI

L’aspetto più grave dell’esposto presentato sta nell’aver posto ufficialmente la questione cruciale dell’abusivismo edilizio di Rocca di Papa: ci sono stati trattamenti di favore rispetto a chi ha commesso identici reati? Nella famosa riunione del 18 febbraio 2019, infatti, alcune cittadine vicine al Comitato Pro-Case hanno dichiarato che le case abusive di sei dipendenti comunali, a differenza delle loro, non sono state oggetto di alcuna procedura di demolizione, così come un’attività di ristorazione molto nota nel paese. Anche su questo Iadecola ha chiesto un approfondimento da parte della Procura.

 

 

IL "CASO DELL'ASSESSORE ROMEI"

 

L'approfondimento della Procura di Velletri viene chiesto anche per quello che ormai viene chiamato il «Caso Romei», l’assessore alle politiche sociali che nel 2015 si è visto bocciare la domanda di sanatoria dal TAR del Lazio, riferita a una palazzina di 400 metri quadrati realizzata in zona vincolata (LEGGI QUI). Romei era uno degli amministratori presenti all’incontro del 18 febbraio (insieme all’ex sindaco Crestini e all’assessore Zecchinelli), eppure in quella sede non ha spiccicato parola, nemmeno quando una cittadina ha chiamato in causa i dipendenti comunali che vivono in case abusive. Anche alla luce di questo, Iadecola ha chiesto alla Procura «di verificare se, in seguito all’annullamento dei pareri necessari all’ottenimento della sanatoria edilizia presentata dall’assessore Romei e dalla di lui consorte [che è dipendente del Comune, n.d.d.] relativa alla Legge N. 47/1985, il Comune di Rocca di Papa abbia avviato o meno le procedure ordinarie, come l’ordinanza di demolizione e l’iter di acquisizione al patrimonio pubblico, come avvenuto nel caso di centinaia di altri cittadini».

 

A naso possiamo dire che la vicenda potrebbe avere dei risvolti inaspettati, così come l’intera questione dell’abusivismo edilizio che a Rocca di Papa utilizzato come arma di ricatto per costruire il consenso politico.  

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