Massimo Saba ritira la sua candidatura a sindaco di Rocca di Papa

October 21, 2019

 

Massimo Saba rinuncia a candidarsi a sindaco di Rocca di Papa. Lo ha comunicato questa mattina attraverso una lettera (che pubblichiamo integralmente qui sotto). Pur rispettando la scelta fatta da Massimo, ritengo che con tale decisione il nostro paese abbia perso la candidatura di un esponente politico di valore, in grado di ridare autorevolezza a un’istituzione comunale che negli ultimi decenni ha toccato i livelli più bassi della sua storia politica recente. Conosco Saba da quando ero adolescente (lui ha qualche anno più di me), e fu lui all’epoca a spronarmi a diventare giornalista, facendomi scrivere articoli per un piccolo giornale locale (si chiamava "Noi e Voi") da lui fondato. Avevo circa 17 anni. Per lui ho sempre nutrito grande stima, anche quando stavamo su fronti opposti (politicamente parlando). Da ragazzino Massimo, che viveva all’Istituto delle Suore Tedesche, frequentava casa di mia nonna Margherita, che aveva preso a cuore questo ragazzino vispo e intelligente. Poi il ragazzino divenne adulto, impegnato nel sociale e nella politica.

 

Per me, e per molti altri giovani roccheggiani, è sempre stato un esempio di onestà, impegno civile e dirittura morale. Per questi motivi avevo accolto positivamente la sua decisione di candidarsi a sindaco. In questa fase drammatica per Rocca di Papa, che molti politici non sembrano aver compreso pienamente, Massimo Saba, che lavora alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e insegna all’università Lumsa di Roma, poteva rappresentare uno spiraglio in cui intravedere la luce di una nuova e decisiva rinascita. Stando fuori dal sistema del potere locale fatto di imprenditori, faccendieri, colletti bianchi asserviti, partiti ad personam e politicanti al guinzaglio, che in due decenni hanno portato Rocca di Papa allo sfacelo sociale ed economico, era il solo in grado di spazzare via il marciume e ridare dignità a questo disgraziato paese.

 

Ecco perché la decisione di ritirarsi la considero un’occasione persa. Ma per l’amicizia che mi lega a Massimo, devo dirgli che ha fatto la scelta giusta perché personalmente ne potrà trarre solo giovamento. Guidare Rocca di Papa avrebbe significato scontrarsi con un potere consolidato che non ammette intrusioni (e noi del Segno lo sappiamo bene). E infatti nelle ultime settimane stanno riemergendo i peggiori politici che Rocca di Papa abbia mai avuto. Quelli che l’hanno portata a un dissesto ormai prossimo e ad avere un paese degradato sotto tutti i punti di vista. Non solo il degrado materiale dovuto a opere pubbliche incompiute, a un centro storico abbandonato e a un ambiente lasciato alla deriva, ma anche un degrado morale dove la maldicenza, la calunnia e l’infamia sono l’arma utilizzata per colpire chiunque possa mutare questo stato di cose.

 

Infine vorrei ringraziare Massimo Saba anche per aver dato a Rocca di Papa, nella sua ultraventennale attività di giornalista ed editore, le più belle opere letterarie che hanno fatto conoscere la storia e la bellezza del nostro paese. Rileggere questi libri è un modo, forse l'unico, per non perdere la speranza per il futuro.

 

IL COMUNICATO DI MASSIMO SABA

 

«Chiedo scusa a tutti coloro che mi hanno sostenuto in queste settimane, ma sono costretto a ritirare la mia candidatura a Sindaco di Rocca di Papa. Forse ho preteso troppo dal mio fisico e, purtroppo, è arrivato il conto da pagare. Prima di affrontare qualsiasi nuovo impegno devo assolutamente risolvere i problemi di salute che mi porto dietro da tempo. Ho sperato fino all’ultimo di poter dare, in prima persona, il mio contributo a risollevare l’Amministrazione di quella che considero la mia Città, la Rocca che mi ha visto crescere e alla quale sono legato da un affetto filiale. Volevo - e spero ancora di poterlo fare in futuro - rinnovare completamente il quadro amministrativo, rovesciando l’approccio alla politica nel senso di puro e semplice spirito di servizio, come ho sempre cercato di fare in ogni mio impegno. Rocca di Papa ha tante energie e tante opportunità, ma deve poter contare su persone competenti e libere da interessi particolari. In questi ultimi tempi ho incontrato tantissime donne e uomini, giovani e meno giovani, che si sono mostrati entusiasti di collaborare al progetto che avevo in mente. Non voglio deluderli e mi impegno a fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per sostenere chi prenderà il testimone e accetterà la sfida di servire Rocca di Papa. Ma, se potrò, cercherò di aiutare anche quelli che si considerano miei avversari, nella convinzione che alla fine ciò che davvero importa è il bene comune, chiunque lo persegua. Grazie ancora e, se Dio vuole, arrivederci».

Massimo Saba

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